stefano graziano
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Santa Maria Capua Vetere: appalti truccati per i casalesi. Nei guai il presidente Pd Campania

Appalti truccati a favore del clan dei Casalesi. Oltre ai nove arresti a Santa Maria Capua Vetere lo scandalo si allarga fino alla regione Campania. Sono state perquisite le abitazioni e l’ufficio in Consiglio regionale del presidente del Pd Campania Stefano Graziano, che per ora risulta solo indagato. In manette l’ex sindaco del Comune del Casertano, Biagio Di Muro. Suo padre fu condannato per tangenti, con tanto di confisca dello storico palazzo Teti Maffuccini. E sul restauro di quel palazzo, che ospitò Garibaldi, che ora riparte un’altra inchiesta: stavolta su Di Muro junior.

La doppia camorra: gangster in città e imprenditori in provincia

APPALTI TRUCCATI STEFANO GRAZIANO SI AUTOSOSPENDE DAL PD

«Nell’esprimere la massima fiducia nell’operato della magistratura, con grande sofferenza, comunico la mia autosospensione dal Partito Democratico in attesa di chiarire, al di là di ogni anche generico sospetto, la mia posizione». Il presidente del Pd Campania, e consigliere regionale, Stefano Graziano, che risulta indagato dalla Dda partenopea, si è autosospeso. Graziano assicura di aver «sempre agito, nel corso della mia carriera politica, nel pieno rispetto dei principi di trasparenza e legalità, per me imprescindibili regole di vita», e ha «conferito mandato al mio legale di attivarsi presso la procura napoletana perché al più presto venga fissato un interrogatorio nel corso del quale potrò fornire ogni spiegazione sui fatti che l’Autorità giudiziaria riterrà di dover approfondire, confermando la mia totale estraneità a qualsiasi vicenda illecita». Sull’incarico ricoperto da Graziano a Palazzo Chigi, fonti dell’esecutivo sottolineano come il governo Renzi non abbia rinnovato alcun ruolo all’ex deputato perché tale impegno, assunto sotto il governo Letta, aveva una durata di un solo anno, dal 31 dicembre 2013 al 31 dicembre 2014, termine in cui l’incarico è cessato senza essere confermato.

APPALTI TRUCCATI A FAVORE DEI CASALESI: LE IPOTESI DI REATO

Spiega Repubblica Napoli:

Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dal Nucleo regionale di polizia tributaria della Guardia di finanza e dai carabinieri del nucleo investigativo di Caserta. I reati ipotizzati a vario titolo vanno dalla corruzione alla turbativa d’asta e falso ideologico. Ipotizzata anche l’aggravante di aver agevolato la criminalità organizzata e in particolare il clan camorristico dei Casalesi . Nell’inchiesta sono coinvolti imprenditori, funzionari comunali e professionisti. Indagato anche il presidente del Pd campano Stefano Graziano, destinario di un decreto di perquisizione dove è ipotizzato il reato di concorso esterno in associazione camorristica: perquisite le sue abitazioni di Roma e di Teverola, provincia di Caserta, e il suo ufficio di consigliere regionale al Centro direzionale di Napoli.

APPALTI TRUCCATI: LA POSIZIONE DI STEFANO GRAZIANO PER GLI INQUIRENTI

Secondo gli inquirenti Stefano Graziano avrebbe chiesto e ottenuto appoggi elettorali per le ultime elezioni regionali in Campania. L’esponente Pd si sarebbe posto «come punto di riferimento politico e amministrativo» del clan Zagaria del quale è accusato di far parte Alessandro Zagaria (un omonimo del boss), finito oggi in manette. Le perquisizioni sono nate per un’intercettazione tra Alessandro Zagaria e Biagio Di Muro, l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere, altro arrestato. Riporta il quotidiano:

Colloqui nel corso dei quali si faceva riferimento all’appoggio elettorale che occorreva garantire a Graziano. Quest’ultimo si sarebbe attivato – ma tale circostanza non è ritenuta illecita dagli inquirenti della Dda – per favorire il finanziamento dei lavori di consolidamento di Palazzo Teti Maffuccini.
Biagio Di Muro, fino a dicembre 2015 sindaco di Santa Maria Capua Vetere è in carcere insieme all’imprenditore del settore della ristorazione, Alessandro Zagaria, 30 anni, nessuna parentela con il boss Michele, l’unico però che deve rispondere di associazione a delinquere di stampo mafioso.

(Al centro il presidente regionale del Pd, Stefano Graziano durante la presentazione ufficiale nella sede regionale del Pd della Campania dei candidati alle primarie per la presidenza della regione, Napoli, 27 febbraio 2015. ANSA/ CIRO FUSCO)