Beppe Grillo
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Beppe Grillo e la storia del falso patrocinio del comune di Torino

Beppe Grillo avrebbe usato il patrocinio del Comune di Torino senza però avere l’autorizzazione per farlo. Succede per lo spettacolo del capo del Movimento 5 stelle “Grillo vs Grillo“, andato in scena venerdì sera all’Auditorium del Lingotto. Uno show che ha fatto discutere per la comunione grillina data a deputati e senatori M5S.

BEPPE GRILLO FINISCE IN CONSIGLIO COMUNALE A TORINO

A puntare il dito contro lo spettacolo del genovese è il consigliere di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone. Secondo Marrone il patrocinio era stato richiesto e ottenuto dall’organizzazione per altri spettacoli, ma non per quello di Grillo. Secondo l’assessore alla Polizia Municipale Giuliana Tedesco non c’è stato alcun patrocinio. L’assessore Tedesco ha evidenziato come il logo sia stato concesso alla richiesta di un’associazione per la rassegna musicale “Colonna sonora”, all’interno della quale erano indicati i titoli di quattro concerti. Tra gli eventi indicati, ha evidenziato Tedesco, «non era contemplato lo spettacolo di Beppe Grillo per cui la Città farà accertamenti con l’associazione sull’utilizzo non autorizzato del simbolo della Città sui manifesti dello spettacolo e valuterà quali provvedimenti».

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BEPPE GRILLO E LA DIFESA DI BERTOLA

Oggi in consiglio comunale l’assessore ha risposto a una richiesta di comunicazioni del consigliere Fdi. La convenienza, in caso di patrocinio abusivo, c’è. Con il logo del Comune il costo di affissione risulta praticamente dimezzato. Nel dibattito il consigliere Marrone ha infatti sottolineato come «il patrocinio abusivo, che probabilmente ha portato a uno sconto sulle affissioni, apra una questione politica grave». Fra i molti interventi, quello del 5 stelle Vittorio Bertola, che ha garantito: «Se c’è stato un abuso che venga perseguito. Ma è chiaro che non si tratta dell’artista o del suo entourage ma del promotore locale Radar, il cui patron è stato candidato alle ultime elezioni comunali nelle liste di Sel». La collega M5S Chiara Appendino (candidata alle comunali di Torino) era assente in sala così è toccato a Bertola difendere lo show di Grillo. Il consigliere è tornato sulla discussa “comunione grillina”: «Non c’era intenzione di offendere i credenti. Si trattava di satira sullo stesso Movimento 5 stelle e su Grillo. Fa specie vedere che chi fino a poco tempo fa gridava ‘Je suis Charlie’, oggi rinneghi il diritto di satira».

(in copertina foto ANSA / MATTEO BAZZI)