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Il club dei nati nel giorno che non c’è

E’ il circolo Mondiale dei Bisestili, fondato in Spagna ormai 20 anni fa. Raccoglie tra i suoi membri chi compie gli anni il 29 febbraio

“Le persone sono disturbate dal nascere in un giorno che non esiste, creato dai politici per completare il calendario. Però, non è così in tutto il mondo, c’è una moltitudine di bisestili orgogliosi di esserlo”, scrive El Mundo, riportando l’esperienza del Club Mondiale dei Bisestili: si chiama José Manuel Ubarrechena l’uomo che lo ha fondato e che lo anima, e ha scritto addirittura una canzone dedicata a tutte le persone nate nei 29 febbraio della storia: “Amico, vorrei essere bisestile tutta la vita, perché quando avrò compiuto cent’anni sarò comunque un bambino”, recita la canzone, e capire il perché è abbastanza facile.

I NATI NEL GIORNO CHE NON C’E’ – Tutto è iniziato nel 1996 quando José Manuel non aveva nessuno con cui festeggiare il suo compleanno. Allora ha mandato un annuncio al Diario Vasco con scritto sopra: “Cercasi bisestili”. Ne sono accorsi 60, con cui José ha dato la sua festa quell’anno. Intuendo che potesse esserci qualcosa in più dietro, ha stampato 500mila annunci con scritto sopra “se vuoi appartenere alla famiglia dei bisestili manda i tuoi dati all’Apdo. 444, 20.080, San Sebastián (Guipúzcoa), Spagna”. Hanno risposto in 2000, e sono diventati i primi duemila soci del club dei nati il 29 febbraio. Quella del circolo dei bisestili è solo una delle particolarità dell’anno a 366 giorni, evento cronologico che si “festeggia” oggi, giorno aggiunto al calendario per convenzione al fine di “recuperare”, ogni quattro anni, le sei ore in più che normalmente ignoriamo nel corso normale del tempo e che, invece, ci sono, e se non considerate, sfaserebbero il conto degli anni.

ANNI PARTICOLARI – El Mundo ricorda di come sia stsato”Giulio Cesare il primo ad introdurre un giorno ogni quattro anni il 29 di febbraio. Il che coincideva con il sesto giorno prima delle calende di marzo, in modo che quell’anno finiva per avere due giorni sesti prima delle calende, da cui il nome “bi-sestile”. Ma, ricorda El Mundo, lo stratagemma di Giulio Cesare non fu sufficiente: ci pensò Papa Gregorio XIII, quello del calendario, togliendo ben 10 giorni al 1582 così che il 4 ottobre diventò velocemente il 15 di ottobre: anche questa scelta creò qualche curiosità, come quella della morte di Santa Teresa di Gesù, morta il 4 di ottobre e seppellita 10 giorni dopo, il 15 – anche se in realtà erano passate appena poche ore. Come l’Italia, anche la Spagna condivide la tradizione del detto “anno bisesto, anno molesto” per cui l’anno a 366 giorni dovrebbe essere particolarmente malvagio in termini di disgrazie incombenti: considerando che quest’anno è anche il 2012, quello dei maya e della distruzione globale, chissà come andrà a finire.