Noduli al seno: cosa fare?

A spiegarcelo con una bella infografica oggi è il Corriere che intervista anche Alberto Luini direttore della Divisione di senologia dell’Istituto europeo di oncologia di Milano:

Nella maggior parte dei casi i noduli al seno sono formazioni benigne, a maggior ragione se compaiono in giovane età. Ma un controllo va sempre fatto. «L’età in cui compare il nodulo è, in genere, un elemento importante — spiega Alberto Luini, direttore della Divisione di senologia dell’Istituto europeo di oncologia di Milano —. Fra i 20 e i 30 anni, sono molto comuni i fibroadenomi: noduli benigni di natura fibrosa che crescono sotto l’influsso di squilibri ormonali. Fra i 30 e i 50 anni sono, invece, più frequenti cisti costituite da una capsula con all’interno un liquido sieroso. Spesso già alla palpazione una mano esperta riesce a distinguere una formazione benigna da una potenzialmente maligna. Fibroadenomi e cisti tendono a muoversi sotto la pressione dei polpastrelli e a presentarsi con contorni lisci e regolari, come un nocciolino tutto tondo. Le formazioni maligne, invece, tendono a essere fisse, rigide e dai bordi irregolari.

Il passo successivo dopo la scoperta è il controllo attraverso esami medici

Comunque i sospetti vanno confermati con esami strumentali, e quando opportuno, con l’analisi delle cellule o dei tessuti con un piccolo prelievo locale». Che cosa bisogna fare se si scopre un nodulo? «Spesso i noduli vengono individuati dalle donne stesse o dal medico, ma nella maggior parte dei casi vengono alla luce in seguito all’esecuzione di esami di controllo come ecografia mammaria o mammografia. E così può capitare che un fibroadenoma, magari insorto a 30 anni, venga diagnosticato a 40 anni, dopo l’esecuzione di un esame. Comunque nei casi in cui il nodulo venga scoperto alla palpazione è sempre utile farsi visitare e sottoporsi a ecografia o mammografia: in gran parte dei casi bastano per capire la natura del nodulo.