Cosa rimpiange chi sta per morire
21/02/2012 - Un’infermiera ha raccolto le confidenze dei malati negli ultimi momenti di vita Che cosa pensano, provano o dicono le persone che stanno vivendo gli ultimi momenti della propria vita? Simili rivelazioni sono spesso sconosciute alla maggior parte di noi, ma
Un’infermiera ha raccolto le confidenze dei malati negli ultimi momenti di vita
Che cosa pensano, provano o dicono le persone che stanno vivendo gli ultimi momenti della propria vita? Simili rivelazioni sono spesso sconosciute alla maggior parte di noi, ma un’infermiera australiana ha deciso di pubblicare su un blog le confidenze raccolte in molti anni di lavoro, un modo per incentivare chi ancora vive a migliorare la propria esistenza.
I CINQUE PIU’ GRANDI RIMPIANTI – Bronnie Ware è un’infermiera australiana specializzata nell’assistenza ai malati terminali. Lavorando con molte persone che ha accompagnato verso la morte ha permesso alla Ware di raccogliere molte confidenze sui tipici rimpianti che si provano quando si guarda indietro alla propria vita. Dal suo blog “Inspiration and Chai” è nato un libro, “Top Five Regrets of Dying”, nel quale si racconta appunto i cinque più ricorrenti rimpianti delle persone che stanno per morire. Il primo è “non aver seguito i miei veri desideri”.
LEGGI ANCHE: “MIO PADRE MI HA CHIESTO DI AIUTARLO A MORIRE”
I SOGNI - La maggior parte dei pazienti di Bronnies Ware confidavano la tristezza di non aver neanche realizzato la metà dei propri sogni, appena esprimevano un giudizio complessivo su quanto fatto nella propria vita. Il secondo più grosso rimpianto, molto diffuso tra gli uomini, è l’aver lavorato troppo, essere stati per troppo poco tempo con la propria famiglia e con i propri affetti. Il terzo rimpianto è invece non aver sempre espresso i propri sentimenti, non aver avuto il coraggio di dire ciò che si provava. Un rimpianto che vale sia per la vita sentimentale che per l’esistenza quotidiana, soprattutto l’aver evitato di dire cose spiacevoli per provocare conflitti ha prodotto poi amarezza se non vere e proprie malattie negli anni successivi. Il quarto rimpianto è la perdita delle amicizie, ovvero aver smarrito i contatti con tante, troppe persone care a causa di una vita stressante. L’ultimo rimpianto, il quinto, della lista dell’infermiera australiana è invece rivolto a se stessi. Troppo spesso le persone cercano l’approvazione negli altri, invece che trovare la propria felicità nelle proprie inclinazioni.













bella l’ultima frase: “Troppo spesso le persone cercano l’approvazione negli altri, invece che trovare la propria felicità nelle proprie inclinazioni”….
Già…
Come è triste questa cosa.
Preferirei non sapere quali sono le cose da rimpiangere.
Un caldo abbraccio a questa povera ragazza.
Questa povera ragazza è un’infermiera, una professionista, una persona che di certo non ha scritto queste cose per la tua compassione ma per aiutarti a evitare dei dispiaceri.
L’abbraccio invece andrebbe esteso a tutti gli infermieri perchè pur senza pubblicarlo online hanno lo stesso identico vissuto.
Cordiali saluti
questa ragazza va premiata in quanto ha liberato tutte queste persone dalle cose che si sono tenuti dentro per troppo tempo e li ha liberati in modo da morire in vera pace
Certo, hai ragione. La solidarietà va a tutti gli infermieri che svolgono con passione e sensibilità il loro difficile lavoro.
Questo non toglie che la storia della ragazza in questione è molto commovente.
Ma perchè la chiami “povera ragazza”?
La chiamo così perché mi dispiace.
Ritengo sia una storia molto toccante che mi commuove tantissimo.
Andarsene per sempre lasciando dei rimpianti è terribile. Ho fastidio anche a scriverlo….
@simonetta:
la ragazza infermiera RACCONTA ciò che ha sentito dire.
Santa pazienza!!!
…vedere morire una persona lentamente di un male che ti divora ti fa sentire la persona più inutile e impotente del mondo… Ho visto mia sorella di 36 anni andarsene, consumata e divorata dal male del secolo in meno di un anno! il cancro!! Sapeva che si stava spegnendo e come ultima cosa mi chiese di fare un viaggio in Grecia… la cosa mi terrorizzò molto, non stava neanche in piedi e doveva continuamente prendere la morfina per i dolori… non se ne parlava nemmeno! ma lei testarda mi obbligo a farlo e per sua volontà organizzai il tutto. Era il settembre del 2005 una bella e calda estate stava cedendo il passo ad un’altrettanto e bella stagione come l’autunno… ma si sa il caldo colore prima o poi verrà sostituito dal buio e freddo grigiore della vita. Con l’automobile partimmo dall’alto adige fino ad Ancona prendere il traghetto e dopo 36 ore giungere a Patrasso e da lì altre 3 ore di auto fino al Pireo e lì ancora un’altro traghetto fino a un isola chiamata Egina… Non so quale forza interiore avesse per sostenere questo viaggio ma tutto andò bene! passarono tre settimane le più belle della nostra vita… e nonostante i suoi cateteri sul petto riuscì anche a fare i bagni nel mare! Ritornammo in Italia a fine settembre e sembrò che questo viaggio le avesse fatto bene ma purtroppo il grande male avanzava. L’8 novembre giorno del suo compleanno mi disse che la cosa più bella che le avevo dato era stata la mia compagnia e da li a poche settimane si spense tra le mie braccie sul suo letto…. Se ne andata a 36 anni senza rimpianti… l’ultimo viaggio è terminato il 28 novembre 2005 in una bellissima e fredda mattina dove il giorno prima aveva danzato la neve!!! Un’abbraccio sorellina mia… ciao Maria sarai sempre nel mio cuore!!! tuo fratello Dionisio
E’ una triste storia che però ha finito con darmi dolcezza… di certo a tua sorella hai tolto un rimpianto con quel viaggio che era di più di un solo viaggio. Un pensiero a lei e buona vita a te!
Grazie Dionisio,
della testimonianza e grazie alla meravigliosa forza che hai dato.
Essere, avere e fare ciò che profondamente si vuole, si sente in linea col disegno dell’anima, altrimenti tutto stride e non funziona.
Se è amore per la propria vita, per il mondo intero e per un disegno più grande allora funziona.
grazie ancora.
Claudia
Dionisio….vorrei raccontarti le mille sensazioni provate, ma il silenzio forse è migliore. Grazie per aver raccontato questa tua profonda e toccante esperienza di vita.
Dionisio….ho letto tanti commenti ma non ho mai ritenuto importante lasciare il mio….è una pagina di vita la Sua che traccia il cuore…..grazie
Sei stato molto coraggioso Dionisio, hai fatto la scelta giusta, e anche tutti noi dovremmo fare la scelta giusta..bravo!
Bravo Dionisio,io posso capirti bene perchè è una storia molto simile e parallela alla mia,purtroppo.Anch’io ho perso mia moglie alla “tenera” età di 36 anni e avevamo tre figli di cui l’ultimo di soli 4 anni.Il suo compleanno cadeva il 2 novembre e dieci giorni dopo ci lasciava;era diventata pelle e ossa.Purtroppo se c’è un destino noi siamo impotenti a fermarlo. Tanti cari saluti G.Carlo
Che dire…..niente, forse è meglio starsene in silenzio. Il cancro è una brutta bestia, mia madre è morta così, solo che lei non lo sapeva e non glielo abbiamo detto. Io non ho avuto la tua stessa “fortuna”, da quello che hai scritto avevi un buon rapporto con tua sorella, io invece per le due settimane in cui ho accudito mia madre in un letto di oncologia non ho fatto altro che odiarla e provare tutti i vecchi rancori che le portavo…ovvio che adesso me ne pento.
sei stato un grande ,………..a me è morta la mamma di questo male ,e un mio carissimo amico e un cugino di 18 anni ,è dura ,sembra come se vivessi in un sogno ,si mi sveglio ,ma poi non è cosi ……………..mi sono commossa leggendo ,…………
Caro Dioniso bisogna dire che persone come te nn se ne vede molte e credimi è la verità, sono un infermiera e so quel che dico. ti ringrazio per la tua testimonianza e spero faccia riflettere tanta gente. hai fatto felice tua sorella e da lassù lei ti proteggerà sempre. grazie ancora
Dionisio sei stato grande! 28 Novembre 2009, se ne andò mio padre… per lo stesso male… raramente rispondo agli articoli di questo giornale, ma meritavi di essere risposto. Grande!
ciao dioniso la tua storia mi ha fatto versare lacrime ….. molto commuovente…. ma sai tante volte il silenzio vale più di mille parole……… penso che tua sorella sia ancora più felice ora che tu l’abbia ricordata .
un saluto affettuoso ….
Anche io ho avuto il tumore due volte… Dionisio hai raccontato una bella storia con la dolcezza e i particolari che ognuno di noi vorrebbe fare alle persone che si amano, a me due dei miei sette fratelli, non si sono mai impicciati, tanto da non accompagnarmi neanche a farmi le sedute di chemio… che tristezza! Tu mi hai fatto commuovere.
Che bella persona che sei…ho 16 anni e quelli come te insegnano…davvero…
caro Dionisio devo dire che persone come te nn se ne vede molte. sono un infermiera e credimi so quello che dico. sei stato un grande e tua sorella da lassù ti proteggerà in eterno. grazie per la tua testimonianza. spero faccia riflettere tanta gente
Ho posto la tua lettera sulla mia bacheca.
Mi piacerebbe, che ci fossero molte più persone così
GRAZIE……………………………
Leggendo le testimonianze dell’infermiera ho visto che i rimpianti che hanno chi sta per lasciarci sono gli stessi che ho io da tempo, ed a cui penso sovente. Vorrei poter pensare che queste righe possano servirmi da stimolo a dare un po’ di svolta alla mia vita, comincio a vedere qualche capello bianco, questo mi ricorda tutto il tempo che sto perdendo.
In quanto a Dioniso, la tua e’ una testimonianza di come l’amore va oltre ogni cosa, capisco il dolore che hai provato per tua sorella e che provi tutt’ora, ma pensa all’immensa gioia che le hai regalato per soddisfare il suo desiderio. Uno dei miei rimpianti più grandi, forse il più grande, e’ quello di non aver fatto capire a mia madre quanto la amavo.Avevo 20 anni quando il cancro se la e’ portata via, e’ morta mentre ci guardavamo negli occhi, ero con li’ con lei, sono stato l’ultima persona che ha visto, e questo un po’ mi consola. Sono passati 22 anni da quando non c’e’ più’, penso tutti i giorni a lei.
Dioniso, un pensiero a tua sorella, ed un forte abbraccio a te, grazie ancora per il tuo dolcissimo racconto.
un abbraccio alle persone malate terminali che se ne vanno e a qualche infermiere che gli sta accanto in questi momenti, uno schiaffo all’infermiere che mi disse “signò tanto doveva morire” ….