Guido Bertolaso
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Elezioni Roma 2016, Guido Bertolaso: «Non mi candido, motivi personali»

Guido Bertolaso si sfila dalla candidatura a sindaco alle Elezioni Roma 2016

Il Cav lo spingeva come candidato sindaco del centrodestra alle Elezioni 2016 di Roma, ma Guido Bertolaso si è sfilato dalla corsa. Il motivo? Ufficialmente per ragioni personali, come ha ribadito con un un’intervista rilasciato al Corriere della Sera. Una “ricostruzione” sulla quale erano emersi però non pochi dubbi, considerato come sull’ipotesi di una sua candidatura alle Elezioni Roma 2016 avesse frenato sia Matteo Salvini, che quell’area di Forza Italia – da Tajani fino a Gasparri – che punta a una convergenza con Alfio Marchini. Per Bertolaso, però, si tratta soltanto di «illazioni, polemiche, stronz…».

GUIDO BERTOLASO FUORI DALLA CORSA ALLE ELEZIONI ROMA 2016: «NON MI CANDIDO PER MOTIVI PERSONALI…»

Guido Bertolaso smentisce che dietro il suo ritiro fossero pesate le ombre giudiziarie, le frenate del leader leghista o la competizione con Marchini:

Lei ha scritto a Silvio Berlusconi, parlando di motivi personali. Ce li può spiegare?

 

«Con piacere, così facciamo chiarezza. Da 27 mesi sono felicemente nonno di una bambina che vive con mia figlia e mio genero a Londra».

 

Congratulazioni e auguri. Cosa c’entra con la politica? «Giovedì scorso, appena uscito da una trasmissione televisiva, mia figlia mi ha informato che mia nipote doveva essere ricoverata urgentemente in ospedale». Cos’ha la piccola? «Una malattia rara, che fortunatamente abbiamo preso in tempo. La situazione è sotto controllo, è fuori pericolo. Ma io sono partito di notte e ora sono qua, dove resterò per tutto febbraio. Sono distrutto da questa situazione. E, come sapete, sono anche medico, abituato a guardare avanti… ».

 

È questo il vero motivo per il quale non si candida? «Ho scritto a Berlusconi, l’ho informato che non me la sentivo. Sono una persona seria: non voglio far perdere tempo a nessuno».

 

GUIDO BERTOLASO: «PERCHÈ NON CORRO? NON C’ENTRANO NÉ I PROCESSI NÉ SALVINI. E NEMMENO MARCHINI»

Fino a poco tempo fa però Bertolaso si era detto disponibile:

 

«Ero pronto a impegnarmi per la mia amata città. Lei è romano?». Dalla nascita. «E allora avrà visto in che stato è ridotta: mi sarei occupato di rifiuti, di strade, del degrado. Ma avrei dovuto avere la testa sgombra».

 

Non sono stati i suoi avvocati a consigliarla? «L’ho sentito: Bertolaso ha paura, era nell’aria che lasciasse perdere… Sciocchezze: devo ancora affrontare due processi, ma ho già avuto 5 archiviazioni e il procedimento più importante è in fase conclusiva. Non ho nulla da temere».

 

La concorrenza con Alfio Marchini non c’entra? «Macché. Nel centrodestra non erano neppure tutti d’accordo su di lui».

 

E allora dipende dal veto posto da Salvini su di lei? «Salvini odia Roma, non pen so che qualcuno ne dubiti. Gli fa comodo puntare su un candidato debole come Marchini, che non cambierà le cose». E perché al leader leghista farebbe comodo questo scenario? «Ma le pare che Salvini voglia che Roma rinasca, che diventi una capitale anche culturale e che superi Milano in tutte le statistiche?».

 

GUIDO BERTOLASO NON DISPONIBILE, ORA CENTRODESTRA VERSO MARCHINI CANDIDATO ALLE ELEZIONI ROMA 2016

L’indisponibilità di Guido Bertolaso – anche a ruoli futuri da vicesindaco o assessore, ha chiarito l’ex capo della Protezione civile, ndr- spinge ora il centrodestra verso la convergenza con Alfio Marchini. Prima sondato e “sedotto”, poi abbandonato per o niet di Giorgia Meloni e per qualche intervista poco gradito del candidato civico nei confronti dei partiti. L’assenza di candidati però pesa. E con Meloni incinta che ha già annunciato che si candiderebbe soltanto come extrema ratio, in assenza di altre candidature, ora anche da Fdi-An i veti su Marchini potrebbero cominciare ad allontanarsi: «O si candida lei o avanti con Marchini», è l’avvertimento lanciato da settori romani di Fi alla leader di Fdi-An ed ex ministro della Gioventù. Altre alternative all’orizzonte non sembrano esserci per il centrodestra, già in ritardo sui nomi dei candidati alle Comunali, non soltanto per il Campidoglio.