ROBERTO MORASSUT CANDIDATO PRIMARIE PD ELEZIONI ROMA 2016
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Primarie Roma 2016 | Roberto Morassut: chi è il candidato sindaco alle Elezioni 2016

Roberto Morassut candidato sindaco alle primarie Pd per le elezioni Amministrative Roma 2016

Roberto Morassut si candida alle Primarie Roma 2016 che anticipano il cammino delle elezioni 2016: un annuncio ufficiale lanciato su Facebook dal proprio profilo personale – che ha anticipato una conferenza stampa convocata in una periferia romana, quella di Primavalle. Ai suoi, Morassut l’ha detto chiaramente: «Corro per vincere». Nessuna intenzione di “pesarsi”, nessuna intenzione di fare una corsa di testimonianza o di correre solo per offrire un concorrente di spessore: Morassut ha scelto «di fare il sindaco di Roma per i prossimi dieci anni», dicono le persone più vicine all’ex assessore all’Urbanistica di Walter Veltroni.

ROBERTO MORASSUT: CHI È IL CANDIDATO ALLE PRIMARIE PD ROMA 2016

La storia personale e politica di Roberto Morassut è legata a doppio filo a quella della città di Roma e della sinistra della Capitale; giovanissimo, Morassut si iscrive al Partito Comunista Italiano dopo la militanza nella Federazione Giovanile Comunista, in zona Appio-Tuscolano (storicamente, Roberto Morassut milita nella sezione dell’Alberone); dopo dieci anni di attività politica sul territorio, nel 1997 diventa segretario romano del Partito Comunista, che nel frattempo si è trasformato nel Partito Democratico della Sinistra e sempre dal 1997 diventa consigliere comunale a Roma; è la seconda corsa elettorale di Francesco Rutelli e Morassut diventa capogruppo del Pds al Comune di Roma. Rutelli termina la sua sindacatura, tenta il salto al livello nazionale mentre in Campidoglio nel 2001 arriva Walter Veltroni: Morassut, con 7500 preferenze personali, diventa assessore all’Urbanistica, incarico che ne contraddistinguerà il ruolo e l’impegno personale. Fra il 2001 e il 2008 gli uffici dell’Urbanistica capitolina, infatti, portano a termine il percorso del grande Piano Regolatore Generale di Roma Capitale.

Con Veltroni Sindaco avviai e conclusi la realizzazione di significativi progetti di trasformazione urbana come il nuovo Centro Congressi dell’Eur di Massimiliano Fuksas, la nuova Stazione Tiburtina di Paolo Desideri, il nuovo complesso dell’Ara pacis di Richard Meyer, il nuovo Auditorium di Renzo Piano, la riqualificazione dei Mercati Generali di Via Ostiense su progetto di Rem Koolhaas, il nuovo Museo di Arte contemporanea di Roma (MACRO) di Via Nizza presso le ex Birrerie Peroni su progetto della francese Odile Decq, Il piano di riabilitazione urbana di Viale Giustiniano Imperatore, il piano di recupero dell’ex Mattatoio di Testaccio in Città delle Arti ed altro ancora.

 

Così, sul suo sito personale, Roberto Morassut racconta il suo lavoro in Campidoglio, che si conclude nel 2008 con l’elezione alla Camera dei Deputati, dove si continua ad occupare di Urbanistica promuovendo l’elaborazione della legge di riordino delle regioni italiane, che le riduca da 20 a 12.

roberto morassut riordino regioni

Autore di vari libri incentrati proprio sulla città di Roma, sia sulla sua gestione ed esperienza amministrativa (MalaRoma, Roma Capitale 2.0, Roma Senza Capitale) e di tipo più narrativo (Il pozzo delle nebbie). Proprio sulla base dei suoi scritti da mesi Roberto Morassut gira la capitale fra eventi, iniziative e circoli del Partito Democratico per presentare la sua “idea di città”.

ROBERTO MORASSUT: CHI SOSTIENE IL CANDIDATO SINDACO ALLE PRIMARIE PD ROMA 2016

La sua candidatura, spiega proprio Morassut presso il mercato di Primavalle, non si pone in contrapposizione né con l’altro candidato, Roberto Giachetti, né con la segreteria nazionale di Matteo Renzi: anzi, il deputato democratico pensa di essere in possesso di un profilo che si propone come complementare a quello del vicepresidente della Camera.

Si parte da #primavalle. #PrimarieRoma #camminare #euro0

Pubblicato da Roberto Morassut su Lunedì 1 febbraio 2016

«Con Roberto Giachetti io non ho distanze politiche abissali, anzi direi che condividiamo le stesse posizioni. Abbiamo due profili diversi, esperienze diverse e due storie diverse e questo in qualche maniera un po’ conta nel rapporto con le persone», ha detto Morassut:

«Il mio rapporto con Renzi è positivo. Ci siamo scambiati un messaggio, l’ho informato di questa decisione, peraltro abbastanza sofferta, arrivata dopo parecchi giorni di riflessione. Renzi mi ha risposto con grande affetto e cordialità, quindi non vedo nessuna possibilità di contrapposizione», ha continuato l’ex assessore delle giunte Veltroni. E ci sono in effetti due piani nella candidatura di Morassut: il primo, lo ammette anche lo stesso candidato, è quello di “salvare le primarie” che altrimenti sarebbero state monopolizzate dall’unico candidato forte sceso fino ad oggi in campo, quel Giachetti lanciato dallo stesso segretario nazionale; il secondo piano è quello, quasi proverbiale, del raccontare la propria “idea di città”; che parte, per il parlamentare del Pd, dallo stile della corsa che sarà a “zero euro”: niente manifesti, niente cene elettorali.

Ci ho pensato molto, come si fa per le cose importanti e che non possono essere improvvisate: mi candido alle primarie…

Pubblicato da Roberto Morassut su Sabato 30 gennaio 2016

«Con il Governo bisogna fare un discorso su due punti: anzitutto bisogna superare questo Comune e trasformarlo in una Regione dopo una grande consultazione popolare. Poi serve attenzione alle risorse perché altirmenti Roma non si risolleva», ha detto Morassut. Una decisione, quella di candidarsi che i più vicini al parlamentare definiscono “sofferta ma inevitabile” e che, però, contribuisce a definire meglio il quadro della corsa delle primarie. La presenza dell’ex assessore rende le consultazioni una gara competitiva, dovrebbe essere in grado di evitare il flop affluenza ai gazebo e che può consentire – ragionano gli ingegneri interni del Pd Roma – la rappresentanza di un sentimento che non si riconosce nel corso renziano – “sono un uomo di sinistra”, ha detto Morassut – sentimento che si è riassunto, in queste settimane, nella frase “mormorata” tra i corridoi dem romani: «Roberto Giachetti non rappresenta larga parte del Partito Democratico romano». Molti fra i militanti – si sente dire – sarebbero tutt’altro che soddisfatti da come Giachetti sta impostando la corsa: è «curioso» – si sente dire –  che il candidato che si presenti come più di “rottura” e di alternativa rispetto alle correnti della politica romana abbia costituito il suo comitato elettorale con un’attenzione da bilancino per il rispetto delle stesse componenti: un rappresentante per Area Dem, uno per i Giovani Turchi, uno per gli zingarettiani, uno per i marroniani.

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E chi sosterrà, invece, la corsa di Roberto Morassut? «C’è grande entusiasmo», dicono dalle parti del deputato democratico; frase di rito, chiaramente, mentre il comitato è ancora tutto da costituire, “tutto aperto”. A presiederlo ci sarà Valeria Baglio, già presidentessa dell’Assemblea Capitolina e animatrice, insieme a Cristiana Alicata, Estella Marino, Marta Leonori ed Erica Battaglia, di “Ricucire Roma“: «Roberto», dichiara la Baglio, «ha la capacità e l’esperienza per fare il sindaco». Il raduno della Garbatella, però, in qualche modo provava a sfociare, ad organizzare una candidatura alle primarie: «Chiaro che a questo punto il percorso per la costruzione di un nome alternativo, che partisse dall’esperienza di Ignazio Marino, se ci sono le condizioni potrebbe incanalarsi sul nome di Morassut»: lo dice chi da settimane cerca di organizzare i “ribelli” del Partito Democratico di Roma intorno al nome, perché no, proprio di Estella Marino, ex assessore all’Ambiente della giunta del Sindaco chirurgo: «Ma», aggiungono dalle parti del Pd Donna Olimpia, «dobbiamo capire cosa ne pensa Morassut della sindacatura di Marino, e di cosa ne pensa delle coalizioni con cui governano i presidenti di municipio».

Sono molti i temi su cui ci aspettiamo prese di posizione. Per parlare di una convergenza, insomma, è presto”: la riflessione è ancora in corso e c’è da capire se i ribelli del Pd intendano andare fino in fondo, pronti a contarsi e a pesarsi nella corsa interna schierando comunque una candidatura autonoma. Intanto il parlamentare dem è già al lavoro sulla linea politica: Roberto Morassut ha dichiarato, ad esempio, che non tutto negli anni di Ignazio Marino è da buttare, che il lavoro fatto proprio sull’ambiente è lodevole, dalla chiusura di Malagrotta fino al canale aperto con i Retake, i cantieri di cittadini che si prendono in carico la pulizia della città. C’è poi la sinistra, quella parte di Sinistra Italiana che fatica moltissimo a sostenere il candidato di bandiera, Stefano Fassina: esponenti sui territori che potrebbero sentirsi più a proprio agio nel sostegno al deputato democratico, sopratutto dopo che l’ex ministro dei Beni Culturali Massimo Bray ha annunciato che “mancano le condizioni” per una sua corsa in prima persona.

In questo momento non ci sono i presupposti per una mia candidatura alle primarie per sindaco di Roma. Me ne sono reso…

Pubblicato da Massimo Bray su Lunedì 1 febbraio 2016

Quella di Morassut, ha dichiarato a Primavalle Roberto Agostini, rappresentante romano della Sinistra interna al Pd «è una candidatura autorevole che ha il profilo per vincere e per competere». Non mancherà, “per ragioni storiche”, il sostegno di Campo Democratico, la componente che fa capo all’Europarlamentare Goffredo Bettini – che si terrà fuori dalla corsa in prima persona, mentre i suoi luogotenenti su Roma faranno la loro parte: «La scelta di Roberto Morassut di competere alle primarie del 6 marzo rappresenta una grande opportunità per il Pd e Roma», ha dichiarato Sandro Gozi, coordinatore nazionale di Campo Democratico, insieme a Marco Tolli, che a Roma coordina la componente di Bettini.

L’interevento di Marco Tolli all’assemblea nazionale di Campo Democratico.Anche l’Italia inizia poco alla volta a…

Pubblicato da Camp Dem – Roma su Sabato 19 settembre 2015