FERIE PARLAMENTARI RECORD
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Eutanasia, a marzo alla Camera la pdl per la legalizzazione

Una svolta per il Parlamento. Tra poche settimane per la prima volta le Camere esamineranno una proposta di legge per la legalizzazione dell’eutanasia. L’esame del testo è stato appena posto in calendario alla Camera per il prossimo marzo. Lo ha deciso ieri la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Scrive oggi Mario Ajello sul Messaggero:

Una svolta ma anche una assunzione di responsabilità che andrà maneggiata con molta cura perchè l’argomento del fine vita e del biotestamento ha un impatto popolare molto forte e divide le coscienze e la collettività. Tutti ricorderanno il caso Englarlo e le polemiche politiche, anche sguaiate, che produsse. Sulla scia di quella vicenda una legge non si fece e il decreto del governo Berlusconi nel 2009, che ordinava di proseguire l’alimentazione alla ragazza non venne firmato dal presidente Napolitano. Il quale lo giudicò «incostituzionale».
Ora «con la calendarizzazione del tema dell’eutanasia alla Camera per marzo, annunciata dal capogruppo di Sel, Arturo Scotto, abbiamo compiuto un altro importante passo verso la legalizzazione e il governo di un fenomeno sociale sempre più importante nella società italiana», spiegano Marco Cappato, Filomena Gallo e Mina Welby (suo marito Piergiorgio scelse nel 2006 la morte assistita, tra canzoni di Bob Dylan e successive polemiche mai finite) a nome dell’Associazione Luca Coscioni, di Radicali italiani e della campagna «Eutanasia legale».

 

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EUTANASIA, COSA PREVEDE LA PDL PER LA LEGALIZZAZIONE

Ma cosa prevede la proposta di legge? Un cittadino può rifiutare l’inizio o la prosecuzione di trattamenti sanitari. Scrive ancora Ajello sul Messaggero:

La proposta di legge prevede che ogni cittadino può rifiutare l’inizio o la prosecuzione di trattamenti sanitari, nonchè ogni tipo di trattamento di sostegno vitale così come della terapia nutrizionale. Ed il personale medico è tenuto a rispettare la volontà del paziente, se arriva da un maggiorenne capace di intendere e di volere. L’ultimo articolo stabilisce che ogni persona «può stilare un atto scritto, con firma autenticata dall’ufficiale di anagrafe del comune di residenza o domicilio, con il quale chiede l’applicazione dell’eutanasia per il caso in cui egli successivamente venga a trovarsi nelle condizioni previste dalla legge».

(Foto di copertina: ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI)