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Le super pensioni del Parlamento Europeo

L’eccessiva generosità del sistema previdenziale ha creato un buco di quasi mezzo miliardo di euro

I costi della politica non sono un problema solo per l’Italia. Anche in Europa la crisi sta facendo rivalutare l’eccessiva generosità con i quali i contribuenti retribuiscono i loro rappresentanti. All’attenzione del quotidiano Bild, una delle voci più importanti per comprendere cosa pensa l’opinione pubblica tedesca, ci sono i vitalizi dei parlamentari europei, e l’enorme costo che questi comportano. Un sistema assai dispendioso che viene pagato dai contribuenti europei, e con l’enorme quantità di denaro necessaria per salvare la moneta unica gli antichi sprechi diventan osempre più intollerabili.

LA CUCCAGNA DI STRASBURGO – Secondo Bild le pensioni dei parlamentari europei stanno esplodendo. Secondo gli ultimi calcoli fatti dall’assemblea di Strasburgo e Bruxelles i parlamentari hanno diritti acquisiti nell’ordine di quasi 400 milioni di euro. E ogni anno i costi salgono drammaticamente. Nel 2009 è stato introdotto un nuovo sistema per assegnare i vitalizi, che non prevede alcun contributo da parte dei parlamentari. L’assegno è pari al 3,5% dello stipendio, circa 8 mila euro, e dopo vent’anni si può aver diritto ad una pensione massima di circa 5500 euro. Solo queste pensioni costano all’anno più di 150 milioni di euro ai contribuenti europei. Ad ogni rinnovo dell’assemblea di Strasburgo la somma sale, perchè entrano nuovi parlamentari nel nuovo sistema pensionistico. Ma la situazione di scarso equilibrio finanziario non finisce certo qui, perché i problemi del vecchio fondo per i rappresentanti degli Stati nazionali al PE è in completo deficit.

VECCHIO SISTEMA, NUOVI BUCHI – Fino alla nuova riforma della retribuzione dei parlamentari europei esisteva un fondo per garantire un vitalizio a chi finiva il mandato. I parlamentari contribuivano su base volontario, mentre due terzi di contributi previdenziali erano versati dalle istituzioni comunitarie. Questo fondo è stato appunto chiuso nel 2009, ma la sua situazione finanziaria è piuttosto drammatica. I diritti acquisiti da parte dei vecchi e attuali parlamentari ammontano ad una somma di 225 milioni di euro. C’è però un problema, ovvero le perdite che il fondo ha subito a causa di alcune cattive speculazioni. Al momento il deficit in cassa è stimato sui 179 miliardi di euro, più del doppio rispetto al buco dell’anno scorso, che ammontava a 85 miliardi. Ancora meno chiaro è chi dovrà ripianare questo extra debito. Secondo un parlamentare austriaco sentito da Bild, non è corretto chiedere a chi paga le tasse di mettere soldi per questi privilegi pensionistici, altrimenti pagherebbe il doppio. Una volta per le perdite del fondo volontario, e l’altra per il nuovo sistema pensionistico introdotto nel 2009.