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Elezioni Roma 2016, c’è Giachetti tra i nomi “sondati” da Renzi

Il nome del Pd per le elezioni 2016 a Roma? Si deciderà a Natale. Con Renzi che sta sondando e pesando la possibile corsa del vicepresidente della Camera Roberto Giachetti.

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ELEZIONI ROMA 2016, GIACHETTI PER ROMA: LA CANDIDATURA SONDATA DA RENZI –

Ai parlamentari romani che gli chiedevano novità sulla candidatura dem per le elezioni Roma 2016, Renzi ha preso tempo, come riporta il Messaggero: 

«Ci stiamo lavorando, ma ci vuole tempo, ed è inutile agitarsi adesso; e quindi, in secondo luogo, si possono al momento lanciare, testare come si dice, candidati vari, così, per vedere l’effetto che fa. Ètoccato a Roberto Giachetti, in quest’ottica, assumere le sembianze del candidato civetta, non perché non avrebbe chances, ma perché non è aria di candidati di combattimento come Giachetti sarebbe (a lui si pensò già qualche tempo fa come esponente da contrapporre ai grillini). «Piuttosto è il momento di lanciare il nome, o i nomi, giusti in grado di raccogliere un consenso molto largo, molto oltre il Pd, sull’onda del lavoro che sta svolgendo egregiamente Rutelli», spiega Walter Verini, che di questioni romane conosce parecchio, essendo stato il braccio destro e pure sinistro di Veltroni in Campidoglio.

 

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ELEZIONI PD ROMA,  L’OMBRA DI MARCHINI –

Nonostante Orfini abbia più volte smentito l’ipotesi di un appoggio ad Alfio Marchini, con il commissario del Pd romano contrario a un possibile matrimonio tra i dem e l’imprenditore, l’ombra del candidato civico resta al Nazareno:

«Vero che corteggia Marchini?, ha chiesto Bruno Vespa al premier alla presentazione della sua ultima fatica letteraria. «Marchini non mi sembra una donna, è fuori tema», ha risposto pronto Renzi, che poi ci è tornato su e ha insistito perché fosse chiaro il concetto: «In generale non mi sembra assolutamente in partita». Piccata la replica dell’interessato: «Non so bene a quale partita Renzi si riferisca. A noi interessa solo quella per decidere il futuro di Roma e di questo parleremo a urne chiuse», e ha ricordato, Marchini, che senza i voti dei suoi consiglieri «Renzi non sarebbe neanche riuscito a far dimettere il proprio sindaco Marino».

Intanto è l’ex segretario Bersani a promuovere la sua ricetta sulle amministrative: «Primarie ovunque con uno del Pd, uno della sinistra radicale e un civico, si ricrea l’alleanza larga e non ce n’è per nessuno».