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Anas, la Dama nera: «Non c’è imprenditore che non ha pagato per una gara»

«Non c’è imprenditore che non possa dire che non ha pagato per avere l’aggiudicazione di una gara». Bastano queste poche parole per rendersi conto di quanto il cancro della corruzione sia radicato all’interno di alcuni enti pubblici e società a controllo statale. A parlare è la ‘Dama nera‘ dell’Anas, Antonella Accroglianò, nel corso di un interrogatorio del 3 novembre.

 

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ANAS, L’ELENCO DELLE MAZZETTE –

La dirigente finita al centro dell’inchiesta della Procura di Roma sulle mazzette in Anas, ha dichiarato di non avere «nessuna capacità decisionale». Poi ha elencato casi di tangenti. Ne parlano Fabio Tonacci e Maria Elena Vincenzi su Repubblica:

«Ammetto gli addebiti per i fatti indicati nell’ordinanza cautelare — è la premessa della Accroglianò, dirigente del Coordinamento tecnico-amministativo — ma non avevo nessuna capacità decisionale». E gli appalti che finivano sempre ai soliti? «Il gruppo Tecnis ha vinto molte gare, con ribassi tante volte pilotati e indotti, so che è stata supportata dall’onorevole Meduri (l’ex sottosegretario alle Infrastrutture, ai domiciliari)». Sui lavori stradali a Potenza da 15 milioni di euro: «De Grossi aveva pattuito con Bosco (Concetto, imprenditore Tecnis) 150 mila euro, ne ha avuti 97mila e li abbiamo divisi a metà. Servivano perché De Grossi sistemasse i numeri, cioè i requisiti, per fargli vincere la gara. I 70mila euro trovati a casa di mia madre sono quelli avuti da lui». I favori non era rivolti solo alle gare. «A Natale dell’anno scorso — racconta la Dama Nera — arrivò un’interdittiva antimafia per Tecnis, che si decise di tenere nascosta. Fu deciso da Bajo (Alfredo, condirettore generale tecnico di Anas)».

E ancora:

Non si limita a questi episodi, la Accroglianò. «Ho ricevuto pagamenti da altri imprenditori, tra cui Lauro spa, i cui titolari sono Paolo e Ambrogio Tarditi di Borgo Sesia». Indica anche la cifra, «20 o 25 mila euro per una richiesta di pagamento di interessi su espropri». Non è finita. «Ci sono anche 10mila ricevuti dall’Ing. Misseri, imprenditore siciliano. Mi è stato promesso del denaro anche da Cerasi Emiliano, per una gara che va avanti da circa un anno all’Aquila. La commissione voleva aggiudicarla ad Astaldi, lasciando fuori Cerasi e Toto. A Diemoz (uno dei commissari) vennero dati 10mila euro dai Cerasi, se avessero vinto ci sarebbe stato un riconoscimento economico anche per noi».

(Foto di copertina: Ansa / Ufficio stampa della Guardia di Finanza)

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