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Ignazio Marino e le firme: «Sono di un segretario»

Persiste il giallo sulle famose firme di Ignazio Marino nello “scontrino-gate” che gli è valso la poltrona. Il Messaggero riporta le testimonianze di due testimoni chiave dell’inchiesta, sentiti dalla procura

LE TESTIMONIANZE

Ecco cosa avrebbero detto

Si tratta di Claudia Cirillo, collaboratrice storica dell’ex primo cittadino, e Francesco Piazza, capo del Cerimoniale del Campidoglio. A sedersi per prima di fronte al procuratore aggiunto Francesco Caporale e al sostituto Roberto Felici, titolari del fascicolo, è la Cirillo, che nei mesi scorsi è stata protagonista di un fortuito scambio di persona. La donna, il 27 luglio 2013, cenò con Marino alla romana “Taverna degli Amici”. L’ex primo cittadino pagò con la carta di credito del Comune, per un totale di 120 euro. Il giustificativo agli atti del Campidoglio, però, definisce il banchetto come «una cena offerta a un rappresentante del World Health Organization». L’errore è venuto a galla quando il titolare del ristorante ha dichiarato che Marino era in compagnia della moglie. In realtà, al tavolo c’era la Cirillo. La donna, sentita dai magistrati come persona informata sui fatti, ha confermato la circostanza, raccontando che si trattava di un incontro organizzato per discutere di una possibile collaborazione all’interno dell’amministrazione.

E per quanto riguarda le firme che non corrisponderebbero a quelle di Ignazio Marino, ci sarebbe il nome di chi le ha apposte al posto suo.

Il funzionario avrebbe risposto che sulla sua scrivania arrivavano i documenti già compilati, pronti per essere inseriti nel bilancio. I tagliandi in questione, provenivano dalla segreteria particolare del primo cittadino. Piazza avrebbe fatto un nome preciso, su cui gli inquirenti mantengono il riserbo. Sarà il prossimo testimone da ascoltare