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Buzzi scrive dal carcere a Piazzapulita: «Colpire noi del 29 Giugno per colpire Bersani»

Salvatore Buzzi, il grande accusato nel processo Mafia Capitale scrive tutto in alcune lettere indirizzate al giornalista Corrado Formigli che conduce Piazza Pulita su La7. le sue righe vengono mostrate in trasmissione. La tesi di Buzzi è semplice: colpire la cooperativa 29 Giugno per colpire Bersani.

Della nostra inchiesta ci sono molte cose che non mi tornano. Perché questo accanimento su noi della 29 Giugno? Siamo stati sui giornali per 20 giorni, ma perché? Credo sia una roba interna al Pd, non a livello nazionale, ma a livello più basso, regionale. Allora tramite Carminati si vuole arrivare a Alemanno (ci vanno vicinissimi, con Panzironi e poi Gramazio accusati di 416 bis), ma tramite noi si vuole arrivare a una parte precisa del Pd. Nella rete rimane impigliata la 29 Giugno, cooperativa vicina al Pd, all’area politica di Bersani, quindi si colpisce la 29 Giugno per dare una botta al Pd e così bilanciare l’inchiesta, ma al Pd a trazione Bersani.

Buzzi, si chiede in un’altra lettera a Formigli:

Noi finiamo dentro per mafia e il Comune di Roma non viene sciolto per mafia: mi sembra una grande contraddizione. La tesi è che c’è mafia con Alemanno e con Marino no. Io invece sostengo che se c’era mafia prima c’era anche dopo, che la corruzione e l’arbitrio con la giunta Marino sono aumentate. Ma se io sono mafioso perché non sciolgono il comune di Roma, dato che ho avuto rapporti con 18 consiglieri comunali e 5 assessori?

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BUZZI A FORMIGLI “PAGATI OLTRE 200MILA EURO IN TANGENTI”

– Alla domanda di Formigli che gli chiede se «ha ammesso di aver pagato tangenti a politici e dirigenti pubblici. Come funzionava il sistema?», Buzzi risponde:

Tutto inizia dopo la vittoria di Alemanno nel 2008. Ci troviamo in grandi difficoltà per l’ostilità della nuova amministrazione verso il mondo delle cooperative sociali, che invece con Rutelli e con Veltroni erano state agevolate nel settore della manutenzione del verde pubblico. Con Alemanno sindaco l’ad di Ama, per cui svolgevamo molti servizi, diventa Franco Panzironi. Lì iniziano i nostri problemi. Un emissario di Panzironi ci chiede 100mila euro per consegnarci una gara che valeva 9 milioni e che avevamo regolarmente vinto. Rifiutiamo e subito come ritorsione ci viene tolto un altro subappalto. Rispetto alle richieste di tangenti noi prima ci opponiamo, poi accettiamo per non perdere un lavoro importante, dove erano occupate decine di persone svantaggiate. Fra fine 2009 e 2010 abbiamo pagato oltre 200mila euro di tangenti. Ho anche negoziato con Panzironi il pagamento di una parte di queste grosse somme in chiaro, poiché non era facile trovare soldi in nero. E allora che soluzione abbiamo trovato? Le nostre cooperative, insieme ad altre, finanziarono eventi e cene elettorali. Chiesi a Panzironi se Alemanno prendesse parte di soldi e lui me lo escluse categoricamente.

Bersani, contattato da PiazzaPulita ha espresso la sua estraneità sulla tesi di Salvatore Buzzi.