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“A partire da oggi, 02 novembre”: Facebook e l’ennesima bufala del permesso per immagini e via dicendo

ATTENZIONE
A partire da oggi, 02 novembre , 2015 alle ore 07.50 ora italiana, non concedo a Facebook (e/o agli enti associati ad esso) il permesso di usare le mie immagini, informazioni o pubblicazioni, sia del passato che del futuro.
Per questa dichiarazione, ricordo a Facebook che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire o intraprendere qualsiasi altra azione contro di me, (in base a questo profilo e/o il suo contenuto).
Questo profilo contiene anche mie informazioni private e riservate. La violazione della privacy può essere punita dalla legge (UCC 1-308-1 1 308-103 e lo statuto di Roma).
Nota: Facebook è ora un’entità pubblica x cui tutti i membri dovrebbero pubblicare una nota come questa sul loro profilo personale.
Se preferisci, puoi copiare e incollare questa versione.
Se non pubblichi questa dichiarazione (almeno una volta), per tacito “silenzio-assenso” permetterai l’uso delle tue foto, così come le informazioni contenute nei tuoi “aggiornamenti di stato” del profilo.
Non condividere!…
Devi copiare e incollare!

Come ogni mese su Facebook circola questo status, copincollato di bacheca in bacheca, ma totalmente inutile, come vi avevamo già spiegato qualche tempo fa

Sia dal punto di vista del contenuto che sull’effettiva utilità dell’incollare il messaggio sul proprio profilo per avere una qualche forma di tutela della propria privacy. Non solo: lo stesso identico messaggio era già diventato virale lo scorso autunno e già allora era stato identificato come bufala, oltre che “accusato” di essere una grossolana traduzione di un messaggio in lingua inglese che era circolato tra gli utenti americani del social network blu. In quel periodo, infatti, Facebook aveva introdotto regole per la privacy più semplici, per aiutare i propri utenti a capire cosa volessero mostrare ai propri contatti e cosa no. Tuttavia, come è chiaramente esplicitato nelle condizioni di utilizzo che si sottoscrivono nel momento in cui ci si iscrive a Facebook, tutto quello che viene pubblicato sul proprio profilo con status “pubblico”, può essere visto, e riutilizzato da qualsiasi utente di Facebook che ha libero accesso alle informazioni che noi, appunto, abbiamo scelto di condividere pubblicamente. Questo, in ogni caso, non ha nulla a che vedere con l’utilizzo dei nostri contenuti a scopi commerciali e – anche se fosse – non sarebbe certo uno status incollato sulla bacheca a offrire una maggiore tutela.

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