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«La Turchia di Erdogan e la paura delle donne di ridere in pubblico »

Turchia

, il trionfo di Recep Tayyip Erdogan inquieta una parte della popolazione per il diffuso timore di vedere ristretta la propria libertà personale. Da quando il partito islamico è arrivato al potere nel 2002 i turchi hanno dovuto adeguarsi a norme più restrittive, che spingono un’autrice di Bild Zeitung a temere di parlare in pubblico con le sue amiche.

ELEZIONI TURCHIA

Le secondo elezioni parlamentari turche potrebbe avere conseguenze molto rilevanti. La netta vittoria del partito islamico Akp ha dato la legittimazione al capo dello Stato, Recep Tayyip Erdogan, per tentare la svolta presidenziale perseguita in questi anni. Erdogan vuole trasformare la Turchia in una Repubblica simile alla Russia di Putin, dove la maggior parte dei poteri sono concentrati nella figura del presidente. Una svolta dai tratti autoritari, considerando ciò che è stato fatto in questi anni di governo islamico. Lo rimarca un’autrice di Bild Zeitung, Özlem Evans, nata in Germania da genitori turchi. La giornalista propone un quadro estremamente critico della Turchia di Erdogan, cambiata significativamente dal Paese laico fondato da Mustafa Kemal Atatürk, il padre dei turchi. Il kemalismo imponeva una separazione tra Stato e religione simile a quella delle democrazie occidentali, anche se ciò era spesso garantito con misure repressive. L’islamismo politico, a lungo vietato, si è imposto nella versione moderata di Recep Tayyip Erdogan. Prima da sindaco di Istanbul e poi da primo ministro il fondatore dell’Akp ha beneficiato del significativo sviluppo economico conseguito dalla Turchia in questi ultimi decenni. Il prezzo pagato al “regno di Erdogan” è stato però, rimarca Özlem Evans, un significativo allontanamento della Turchia dagli standard di libertà dei Paesi occidentali.

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Özlem Evans ricorda come durante la sua infanzia, negli anni ottanta, e osservando le foto della madre da giovane negli anni settanta, le donne turche indossassero le gonne, e come fosse possibile festeggiare con l’alcol nelle strade fino a tarda notte. Ora questo tipo di società è stata lentamente sgretolata dalle norme restrittive sui costumi imposte dall’Akp, che governa il Paese da ormai più di una decade. Gli alcolici non possono essere più venduti dopo le 22, le pubblicità della birra Efes sono sparite dalle strade e dalle insegne dei negozi, le donne non possono condividere un’abitazione con gli uomini negli alloggi per studenti, sui social network il controllo è particolarmente rigido. Le opinioni critiche nei confronti del governo possono essere oggetto di sanzioni anche molto gravi come l’incarcerazione, oltre al blocco costante subito da Youtube e Twitter. Bülent Arinc, vicepremier della Turchia, ha rimarcato tempo fa come le donne non dovrebbero ridere in pubblico in maniera chiassosa, Una dichiarazione che secondo Özlem Evans ben rappresenta l’allontanamento della Turchia dall’Europa, e che purtroppo conferma le paure di molti turchi per la svolta autoritaria e conservatrice perseguita con costanza da Erdogan.

Photo credit: ADEK BERRY/AFP/Getty Images