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Papa Francesco e il martirio di Romero: «Calunniato dai vescovi dopo la sua morte»

«Il martirio di Romero non fu solo nel momento della sua morte, iniziò prima con le persecuzioni e continuò dopo. Non bastava che fosse morto: fu diffamato, calunniato, infangato». Papa Francesco si rivolge così ai pellegrini arrivati dal Salvador in Vaticano accorsi per la beatificazione dell’arcivescovo ucciso sull’altare nel 1980 dagli squadroni della morte. Oscar Arnulfo Romero, secondo il Pontefice, continuò il suo martirio anche dopo la sua morte. Da parte «dei suoi fratelli nel sacerdozio e nell’episcopato». «Non parlo per aver sentito dire – ha rimarcato Papa Francesco – Ho ascoltato queste cose». «Solo Dio -ha rimarcato il Pontefice parlando in spagnolo – conosce la storia della persona. E vede se la stanno lapidando con la pietra più dura che esiste nel mondo: la lingua. Il martirio di Romero non fu solo nel momento della sua morte, iniziò prima con le persecuzioni e continuò dopo. Non bastava che fosse morto: fu diffamato, calunniato, infangato».

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PAPA FRANCESCO E IL MARTIRIO DI ROMERO

– L’arcivescovo Romero fu proclamato beato lo scorso maggio. Fu ucciso il 24 marzo 1980 dai miliziani del regime. Dopo la sua uccisione arrivarono una serie di dichiarazioni, anonime e infamanti in Vaticano. Quella di Romero è l’ennesima sfida vinta da Papa Bergoglio stavolta contro il clero latinoamericano che finora aveva reputato il martire un pericoloso «sovversivo».

(in copertina foto di Getty Images)