Giovane discriminata lavoro
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«Non mi vuoi dire se sei sposata e hai figli? Allora il tuo colloquio finisce qui»

Sei sposata? Hai figli? Se non rispondi a questa domanda rischi di perdere una opportunità di lavoro. È successo ad una ragazza di Mestre che, davanti a un colloquio, ha preferito non rispondere sulla sua situazione sentimentale. Mai l’avesse fatto. È stata accompagnata alla porta. «Devo sapere se sei sposata e se hai figli, perché questo determina la tua disponibilità lavorativa», le ha spiegato senza tanti giri di parole chi gli ha fatto le domande. La storia di Paola Filippini rimbalza in queste ore sulle testate locali. La ragazza ha raccontato la brutta esperienza sui social e il suo post (oltre 10 mila likes e 6 mila condivisioni) è diventato virale.

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“HAI FIGLI?”, IL COLLOQUIO ASSURDO DI PAOLA

– Giovedì Paola si è recata ad un colloquio in una nota agenzia immobiliare di Mestre. «Il titolare, il dottor M.M.», racconta la giovane, «arriva all’appuntamento con mezz’ora di ritardo e non si presenta, non mi dà la mano, non si scusa del ritardo, mi dà del tu». Davanti a un foglio prestampato denominato “Questionario informativo” inizia a porle le domande. Data di nascita, età, residenza: elementi già contenuti nel curriculum della ragazza. Poi si passa allo stato civile:

Lui:“ok. Stato civile?”
io: “in che senso?” (oh no, sento già lo stomaco chiudersi)
Lui:“sei sposata? Convivi? Hai figli?”
Respiro “E’ necessario che io risponda a questa domanda?”
Lui:“si, è necessario” (si sta agitando)
io: “posso non rispondere”?
Tenetevi forte.
Lui: “Certo. Allora ti puoi anche accomodare fuori, per me il colloquio finisce qui”.
Prende il Questionario Informativo, lo strappa davanti alla mia faccia con fare da vero uomo duro. Si alza, mi apre la porta.
“Non capisco,” dico io “perchè mi sta congedando in questo modo”
Lui: “Perchè tu mi devi rispondere alle domande, e se non mi rispondi il colloquio non può proseguire”
Io: “Non può proseguire il mio colloquio se io non le descrivo la mia situazione famigliare?”
Lui: “esattamente.”
Io: “mi può fornire almeno una spiegazione?” (cerco di insistere)
Lui: “Devo sapere se sei sposata e se hai figli, perché questo determina la tua disponibilità lavorativa”

«Lei non sa che parlo perfettamente 3 lingue straniere posso dirle una cosa? – ha poi rimarcato al colloquio Paola – non sa che questo lavoro l’ho fatto per anni, che ho tanta esperienza e capacità. Lei non me lo ha chiesto. Mi tolga una curiosità, anche ai maschi chiede se hanno figli e se sono sposati quando fa loro un colloquio?». La risposta dell’intervistatore è inquietante:

Lui: “no, ai maschi non lo chiedo. Perché questo è un lavoro che ritengo debbano fare solo le donne”

(Photocredit. Foto d’archivio Joe Raedle/Getty Images)