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Turchia, i giornali che tornano organi di propaganda di Erdogan dopo la chiusura

Turchia

, due giornali critici nei confronti del presidente Erdogan hanno cambiato linea editoriale dopo che la magistratura ha nominato un fiduciario per gestirli dal punto di vista amministrativo. Il direttore di uno dei quotidiani denuncia un’ennesima azione del governo per limitare la libertà di espressione in vista delle elezioni di domenica prossima.

TURCHIA ERDOGAN

sono il 17esimo e il 26esimo quotidiano turco per copie diffuse. Questi due quotidiani, appartenenti al gruppo Koza-Ipek-Holding, sono stati oggetto di un provvedimento della magistratura turca, che li ha posto sotto amministrazione controllata a causa di accuse di malversazione contro il management. Al gruppo editoriale appartengono anche le due televisioni satellitari che sono state messe fuori onda in questi giorni. Millet e Bugün sono tornati in edicola dopo la pausa causata dall’intervento della magistratura, ma rispetto ai giorni scorsi il loro posizionamento editoriale è completamente cambiato. Come rimarca l’agenzia Bloomberg, questi due quotidiani si sono spostati dal fronte critico alla propaganda in favore di Erdogan. La prima pagina è un’enorme foto del presidente, che sfila sull’auto in mezzo alle bandiere turche, mentre sotto c’è un’immagine del premier Ahmet Davutoğlu che esulta contorniato dalla folla. Un cambiamento che arriva a due giorni dal voto: domenica 1 novembre la Turchia voterà per il rinnovo del Parlamento, elezioni che seguono quelle di giugno. Secondo i sondaggi si potrebbe riproporre la stessa situazione di fine primavera, quando il partito del presidente Erdogan, Akp, non aveva conseguito una maggioranza dei seggi in Parlamento a causa dell’ingresso dei socialisti curdi.

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TURCHIA MEDIA

In questi mesi le attenzioni di polizia e magistratura nei confronti dei media sono state costanti. Koza-Ipek-Holding è uno dei gruppi editoriali più colpiti, come mostra la chiusura di sue due televisioni. Il direttore di Bugün, Erhan Basyurt, spiega a Bloomberg come la magistratura stia eseguendo un’operazione per silenziare la libera stampa. Basyurt rimarca di non aver ricevuto alcuna lettera di licenziamento, e che proverà a recarsi sul posto di lavoro nella giornata di oggi. “ Dalla prima pagina di oggi e dagli altri articoli pubblicati dal quotidiano che dirigevo si nota come il giornale sia stato sequestrato”. Un video mostra come nella sede di Bugün, sia arrivato un ufficiale giudiziario, che ha impartito ordini ai giornalisti sulla nuova linea editoriale pro Erdogan, licenziando i redattori che esprimevano contrarierà alla svolta. Koza-Ipek-Holding è una realtà editoriale vicino a Fetullah Gülen, ideologo islamico un tempo vicino all’Akp di Erdogan. Da tempo Gülen è diventato critico nei confronti del leader che governa la Turchia da più di un decennio, e le società a lui vicine hanno subito diverse iniziative da parte delle autorità. Koza-Ipek-Holding è stata confiscata e sottoposta al controllo di un amministratore fiduciario con l’accusa di aver finanziato Fetullah Gülen con malversazioni di fondi aziendali.

Photo credi: BULENT KILIC/AFP/Getty Images