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PROCESSO CIRO ESPOSITO: ECCO IL VIDEO INEDITO DELLA PROCURA

Sei secondi. Sette forse. Massimo otto. E’ il tempo che intercorre da quando il ragazzo con lo zainetto “dal colore acceso” scavalca il guard rail di viale di Tor di Quinto, non lontano dallo Stadio Olimpico: era il tre maggio 2014, data della finale di Coppa Italia Fiorentina Napoli. Per i magistrati del Pubblico Ministero, che hanno prodotto in udienza il video finora inedito, quel ragazzo è Ciro Esposito: lo si vede scavalcare il guard rail ed entrare nel vicolo. Dopo pochi secondi, quattro spari: uno, o forse più i essi, hanno ridotto il ragazzo tifoso del Napoli in fin di vita. Cinquanta giorni dopo, in una lunga agonia, Ciro Esposito è morto.

CIRO ESPOSITO, IL VIDEO INEDITO DEGLI SPARI

E’ davanti alla III Corte d’Assise di Roma che il processo per l’omicidio di Ciro Esposito si sta celebrando, nell’aula bunker di Rebibbia: imputato, l’ultras della Roma Daniele de Santis, accusato di aver sparato al ragazzo dopo aver letteralmente aggredito con petardi un pullman di tifosi napoletani. Ecco il video, illustrato alla Corte dall’allora capo della Digos di Roma Diego Parente, prodotto ieri in udienza dai magistrati del Pubblico Ministero e divenuto così pubblico, che Giornalettismo ha ottenuto in esclusiva, e che mostra gli attimi immediatamente prima dell’esplosione dei colpi d’arma da fuoco.

Il video è stato ripreso da un dipendente di un negozio di ceramiche e materiali edili che si trova dall’altra parte della strada. Al secondo 14 si vede nettamente un tifoso, vestito di nero, con uno zainetto di colore acceso, scavalcare il guard rail della strada; al secondo 18, si vede sparire lo stesso ragazzo nella traversa di viale di Tor di Quinto, viale dei Carabinieri a Cavallo, teatro della dinamica delittuosa. Sei secondi dopo, gli spari: secondo il pubblico ministero, il ragazzo che scavalca con lo zainetto è lo stesso che viene trascinato in fin di vita dai tifosi del Napoli, qualche secondo dopo, fuori dal vicolo: quest’ultimo ragazzo è proprio Ciro Esposito.

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Secondo la difesa di Daniele de Santis, che si basa sulla legittima difesa quale causa di giustificazione dell’ultras della Roma, il pubblico ministero si imbatte in “una fallacia logica, dando per dimostrato ciò che si intende dimostrare”. Infatti, “anche ammesso che il tifoso con lo zainetto sia Ciro Esposito, chi ci dice”, ha detto a Giornalettismo l’avvocato David Terracina, che difende l’imputato, “che quello che vediamo nel video sia il gruppo di testa, e che non ci fossero degli altri tifosi già nel vicolo prima di quelli che vediamo scavalcare?”. Il processo continuerà, sempre nell’aula bunker di Rebibbia, il prossimo 18 novembre.

Le parti civili costituite nel processo sono sicure che questo video, unito alle altre risultanze processuali, sia una delle prove regine del processo. Ecco cosa ha dichiarato ieri l’avvocato della famiglia Esposito Angelo Pisani a Giordano Giusti e Boris Sollazzo in onda su Tele Radio Più 90.7 nel corso di Factotum.

Cosa pensa della tesi difensiva della legittima difesa?
È un autogol, c’è molta contraddizione. Quale azione si può fare in dieci secondi per meritare di essere sparato? Dieci secondi occorrono solo per superare il guardrail, attraversare la strada e raggiungere il De Santis. È la prova provata che Ciro Esposito in quei dieci secondi non ha potuto compiere nessuna azione se non quella di ricevere pallottole
Nel video l’identificazione di Ciro si basa su uno zainetto, analogo a quello di Ciro. Lo avete riconosciuto?
E’ evidente che si tratta di Ciro, lo zainetto arancione è il suo. Cercava di andare incontro ad altre persone che chiedevano aiuto, fosse stato un rissoso non si sarebbe avvicinato con lo zaino sulle spalle e il giubbotto, avrebbe avuto tutt’altro atteggiamento. Questo la dice lunga sullo spirito eroico di questo ragazzo che va incontro purtroppo alla morte per portare aiuto a delle persone in difficoltà assalite con bombe carte e fumogeni da un personaggio che poi addirittura era armato di pistola e ha sparato senza pietà.
Inoltre ci sarebbero altre tre persone che sarebbero state processate dagli ultras e che non sarebbero state assicurate alla legge.
Ci sono complici di De Santis, l’abbiamo sempre saputo e ci sarà un procedimento a parte. Al di là di questo il tifo romano per il 99% è fatto da persone per bene, da tifosi veri che hanno preso le distanze da questi atti di violenza.