anm governo
|

Lo scontro evitato (per ora) tra Anm e governo

Le toghe contro il governo? Andrea Orlando, il ministro della Giustizia, trova la mediazione e raccoglie gli applausi nel suo intervento al congresso dell’Associazione nazionale magistrati. «Io non solo predico, ma pratico il confronto» ha affermato Orlando poco dopo aver avuto un breve colloquio con il presidente dell’Anm Rodolfo Maria Sabelli. Ma i problemi rimangono. Ne parla Liana Milella su Repubblica:

Proprio da lì parte Orlando. Avrebbe potuto, già la sera prima, bacchettare i magistrati italiani per difendere le sue riforme. Non lo ha fatto. Solo la mattina, a Milano, mentre con il procuratore di Torino Armando Spataro parlava a Expo, si è permesso una frecciatina: «Penso che i toni di Sabelli siano un tentativo di tenere insieme la magistratura in un momento in cui ci sono significativi scontri al suo interno». Allude ai magistrati ribelli anti-correnti e anti-Anm. Ma Maurizio Carbone, il segretario dell’Anm che è pm a Taranto, dice che non è affatto così. Tant’è. Sabelli e Carbone potrebbero rispondere per le rime al ministro dell’Interno Angelino Alfano che invece, in stile Renzi, ci va giù pesante: «Ci vuole coraggio e una certa faccia ad attaccare questo governo. Servirebbero profonda autocritica e parole forti della magistratura per quello che è successo a Palermo». Si riferisce al caso Saguto. Ma Sabelli spegne il tentativo di incendio con un «no a polemiche distruttive». Orlando farà ancora di più dicendo che nella magistratura c’è il caso Saguto, ma ci sono le toghe che hanno dato la vita per l’Italia. Una per tutti? Giovanni Falcone. Orlando non ha chiamato Sabelli sulla delegittimazione, ma da 24 ore è a Bari Giovanni Melillo, il suo capo di gabinetto, ex procuratore aggiunto a Napoli, che qualche messaggio distensivo evidentemente deve averlo lanciato.

L’Anm chiede riforme concrete ma le distanze con Palazzo Chigi restano, specialmente su intercettazioni e lotta alla corruzione. Ieri Angelino Alfano ha usato il pugno duro con le toghe. Sottolineando il problema della gestione dei beni sequestrati alla mafia, su cui indaga la Procura di Caltanissetta, ha replicato così alle critiche: «Invece di attaccare pensino a Palermo e facciano autocritica». Non proprio un segnale distensivo.

 

LEGGI ANCHE: Anm: si rischia la «subordinazione della politica al sistema economico»

BOSCHI A ANM: “VOSTRA INDIPENDENZA NON A RISCHIO”

– Oggi, nello stesso congresso, ha preso parola il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi. Anche lei ha puntato tutto sulla mediazione. «Il presidio di indipendenza che garantisce la libertà delle nostre città e la sicurezza dei cittadini fa parte dei nostri valori riconosciuti», ha replicato davanti ai magistrati. Citando Machiavelli: «Non ci può essere una città libera dove un solo cittadino è temuto da un magistrato».
Per il ministro il lavoro dei magistrati viene fatto «per il bene supremo del Paese» e ai magistrati che sono «in prima linea va tutta la nostra gratitudine». Nonostante gli «elementi di confronto acceso».
«Auguro buon lavoro anche a me – ha continuato il ministro – ne abbiamo tutti un po’ bisogno, anche nelle differenze di una dialettica c’è però un elemento fondamentale, condiviso da tutti, sancito dalla Costituzione: tutti siamo chiamati a rispettare l’articolo 54 che ci chiama a servire lo Stato con disciplina e onore. E’ bello vincere le sfide con disciplina e onore».
Pace fatta. Finora.

(photocredit screenshot SkyTg24)

TAG: Giustizia