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Krysztof Charamsa non può più dire messa

Esclusiva dell’agenzia spagnola Efe: Krysztof Charamsa, il sacerdote che ha fatto coming out dichiarando di avere da tempo un compagno, è stato sospeso a divinis, ovvero interdetto dalle funzioni sacerdotali. Un decreto del suo vescovo competente, il polacco Ryszard Kasyna, titolare della cattedra di Peplin, ha seguito la procedura invitando il prelato a redimersi delle sue parole; avendo Charamsa mostrato poca intenzione di tornare sui suoi passi, è stato emesso il provvedimento nei suoi riguardi.

KRYSZTOF CHARAMSA NON PUO’ PIU’ DIRE MESSA

La sospensione a divinis è un provvedimento di censura, in teoria temporaneo – che chiede a chi ne viene colpito di pentirsi e ritrattare le proprie affermazione. Nella causa del provvedimento, scrive El Periodico, “la difesa di proposizioni contrarie ai postulati della Chiesa”. Lo scorso 10 ottobre il vescovo avrebbe avvisato Charamsa di “star commettendo errori dottrinali contrari alla Sacra Scrittura e alla tradizione della Chiesa”, nella quale il Vescovo ha chiesto al sacerdote di rientrare. Ma Charamsa, considerando questa un’accusa “molto generica”, avrebbe chiesto al Vescovo di “specificare quali verità di fede e norme di tradizione non stesse rispettando”; per tutta risposta, il prelato ha ricevuto questo lunedì il decreto di sospensione a divinis, il che, dichiara Charamsa a El Periodico, “conferma la mancanza di discussione nella Chiesa sulla naturalità dell’orientamento sessuale, la questione delle minoranza sessuali e dei loro diritti, nella società come nella Chiesa”.

Copertina: Getty Images