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La bufala della vita su Venere

Vecchie foto sovietiche spingono uno scienziato a dire: “Quello è uno scorpione!”. Ma è un effetto ottico

“C’è vita su Venere!”: è pronto a giurarlo Leonid Ksanfomaliti, uno dei più importanti scienziati russi, per anni esperto osservatore delle immagini inviate dalle sonde che l’Unione Sovietica inviava sul secondo pianeta del Sistema Solare. Secondo lui, un curioso fenomeno luminoso che la sonda Venera 13 era riuscito a riprendere durante la sua missione sul pianeta coperto dall’impenetrabile atmosfera gassosa sarebbe in realtà la prova di un organismo biologico simile ad uno scorpione, dice il Telegraph citando RIA Novosti.

GUARDA! SI MUOVE! – Le foto in questione sono queste.

E l’oggetto di cui parla Leonid si vede più chiaramente in questa seconda immagine.

Come si vede nella prima serie di immagini, prese dalla fotocamera davanti e dietro la sonda sovietica, la macchia bianca è in due posizioni diverse. Tanto basta allo scienziato russo per affermare che si è mossa, e dunque si sarebbe trattato di un organismo vivente. “E se ci scordassimo di tutte le teorie attualmente accreditate sulla non-esistenza della vita su Venere? E se accettassimo il fatto che le caratteristiche morfologiche dell’oggetto ci permettono di dire che è vivo?”, ha detto lo scienziato russo.

ERA PROPRIO UN “GRANCHIO” – Un’affermazione importante, visto che su Venere la temperatura è di 464 gradi e la gravità è nove volte quella della terra.A schierarsi con decisione contro questa ipotesi è Jonathon Hill, del centro di controllo della missione marziana Nasa presso l’Università dell’Arizona, l’uomo che guarda Marte, insomma. “Immagini a maggiore risoluzione mostrano che l’oggetto a forma di granchio è in realtà un componente meccanico, non una creatura vivente. Lo stesso oggetto risulta mostrato in fotografie prese dal Venera 14, atterrato vicino al 13, sempre su Venere”, dice Hill alla Msnbc. “Se questi oggetti fossero già stati sulla superficie di Venere, quante possibilità ci sarebbero che i 2 Venera, atterrati a 1000 km di distanza, si trovassero entrambi a pochi metri di distanza dall’unico in vista? E’ molto più sensato che siano dei pezzi di sonda progettati per rompersi durante la messa in servizio di qualche strumento scientifico”: insomma, pezzi della sonda stessa.