giorgia meloni divieto di sosta
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Arriva Ban Ki Moon e la Meloni gli fa subito capire di che pasta siamo fatti in Italia

Non bastava il parlamento semivuoto ad accogliere il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki Moon, giunto per celebrare l’anniversario della costituzione dell’ONU e per parlare ai nostri deputati delle grandi sfide mondiali. Ci si è messa anche Giorgia Meloni con i suo compagni di partito, che han colto l’occasione per esibirsi da paladini dei marò. Vicenda sulla quale l’ONU non c’entra niente e attualmente deferita a un arbitrato con l’accordo dei due paesi. Per non dire del fatto che i marò non sono per niente detenuti e che quindi quel «liberi» allude a un problema inesistente, ma che «tira» tanto dal punto di vista politico, soprattutto presso i sedicenti patrioti convinti da una cattiva stampa che «i nostri ragazzi» siano vittima di un fantomatico complotto e della perfida India.

Impietosi i commenti, da «perché ridete?» a quello che fa loro notare che Ban Ki Moon non conosce l’italiano, fino a quello che fa notare che nemmeno l’autore del cartello conosce l’italiano, visto che scrive marò con l’apostrofo.

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maro meloni