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Ignazio Marino e la lista della vendetta: “Pronti a votarla”

Ignazio Marino, pensa ad una lista civica, una sorta di lista della vendetta? Per ora, non c’è nulla di ufficiale, nemmeno di ufficioso. L’impressione, però, quella c’è: è l’impressione dei tanti più vicini al sindaco ed esterni al Partito Democratico che hanno subìto, più che accettato, la fine imposta dal Pd alla giunta del sindaco-chirurgo; militanti, uomini di staff, consiglieri municipali e comunali, singoli cittadini, che ora si chiedono: cosa farà il sindaco? Dai canali ufficiali, al momento, la risposta è univoca: calma piatta.

IGNAZIO MARINO, LA LISTA DELLA VENDETTA: “PRONTI A VOTARLA”

“Ma la base c’è”, è il refrain ripetuto come un mantra dai più vicini al sindaco chirurgo che, nel primo pomeriggio, ha svelato il primo dei colpi di scena che, con ogni probabilità, ha pronti in serbo per la città: il sindaco – poco prima di consegnare le sue dimissioni – ha annunciato che sarà presente con la fascia tricolore alla prima udienza, il prossimo 20 ottobre, di un filone dell’inchiesta di Mafia Capitale: il rito abbreviato che giudicherà, fra gli altri, l’ex direttore generale di Ama Giovanni Fiscon; “Marino”, scrive il Campidoglio, “ha espresso la sua ferma intenzione di partecipare alla prima udienza in veste di sindaco”. Proprio quello che gli chiedeva la famosa “base”, i sostenitori di Ignazio Marino che si è radunata nel weekend nella piazza del Campidoglio: “Un tesoro che non va disperso”, ha commentato il primo cittadino. “Un tesoro che”, ragiona a microfoni spenti un coordinatore di circolo del Partito Democratico, “è composto da più persone di quelle che il Pd potrebbe portare in piazza adesso. Il che dovrebbe farci preoccupare”. La paura, in ambienti Pd, secondo le ricostruzioni di stampa, sarebbe alta.

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Lista Marino, Marino Sindaco, Marino pronto a scendere in campo alle prossime elezioni: per ora, non c’è niente di sicuro. “Intendiamoci, era il suo progetto fin dall’inizio: una presenza che facesse capo a lui solo e che aggregasse, nella corsa del 2018, tutti quegli esponenti che stavano progressivamente prendendo le distanze dai loro movimenti, da Mino Dinoi a Imma Battaglia”: il primo, consigliere eletto con una lista civica e da mesi dato in transumanza verso il fronte mariniano, la seconda ribelle di Sel. Ora, il quadro cambia. Se glielo chiediamo, da parte sua attualmente tutto tace. Nessuna risposta, né prese di posizioni”, dice al telefono a Giornalettismo una fonte beninformata, area Lista Civica: “E’ presto per esporsi. Dobbiamo aspettare: io credo che bisogni capire innanzitutto quali addebiti ci verranno mossi” – il riferimento è all’inchiesta per falso e peculato che tutti attendono da parte della procura di Roma quale atto dovuto nei confronti dell’ex sindaco chirurgo – “e sopratutto, che bisogni attendere il processo per Mafia Capitale”.

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Manifestanti pro-Marino davanti alla sede del Pd / AnsaFoto

Già: udienze, nomi, sfilate di politici del Partito Democratico chiamati a testimoniare; Salvatore Buzzi, da solo, ha iscritto nella lista dei testimoni praticamente lo stato maggiore del centrosinistra a Roma. Il ragionamento è chiaro: man mano che procederà il processo più importante per la storia della città, e, magari, nel caso si apra un terzo fronte con nuove indagini e, perché no, nuovi arresti, non sarà particolarmente difficile far ricordare agli elettori il nome di Ignazio Marino, il sindaco liquidato per quattro scontrini mentre il Partito Democratico sfila al processo per mafia nell’aula bunker di Rebibbia.  Sono, va detto, più che altro desideri, e offerte di disponibilità: “Sì, sono vari i consiglieri territoriali che in questi minuti stanno dicendo: se Ignazio va da solo, io vado con lui”, ci dice un eletto nei municipi di Roma: “Sta succedendo in vari territori”. La Lista Civica, con il capogruppo Franco Marino, ha già detto che c’è; Sinistra, Ecologia e Libertà, o una parte di Sel, o quel che ne rimarrà, probabilmente pure. Le truppe sono pronte, dunque, e anche le forze: “Erano anni che non vedevo un movimento del genere”, commentano, ancora a volto coperto, dal campidoglio, area staff di Ignazio Marino: “L’ho capito vedendo i gruppi Facebook per Ignazio. Parliamo di uno spontaneismo che va dagli iscritti ai partiti all’associazionismo, è trasversale”, tutto riunito intorno al “brand Marino”, al nome del sindaco marziano, ostacolato dai circoli che contano, liquidato dal Pd e salvato dalla città, dai cittadini che chiedono che “il percorso venga portato al termine“.

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La locandina della manifestazione in programma per il 25 ottobre (Facebook)

 

Questo, chiaramente, il sogno di chi aspetta – e lavora, per quanto può – perché l’esperienza del sindaco non si fermi alle dimissioni appena consegnate. Lo sperano gli organizzatori del prossimo raduno cittadino, il 25 ottobre; lo chiedono a gran voce i manifestanti assiepati davanti a Largo del Nazareno,per manifestare contro il Partito Democratico. 

“Ora vogliamo una lista civica, il Pd non lo voteremo più”. Di questo tenore i commenti che si raccolgono tra i supporter di Ignazio Marino, ancora in presidio davanti al Nazareno, alla notizia dell’ufficializzazione delle sue dimissioni. “Continueremo a protestare”, dicono i fan del sindaco. “Non esiste democrazia – dice qualcuno – se viene chiesto il parere di chi vota e poi le decisioni vengono prese dall’alto. Appena Marino si ripresenterà con la lista civica lo rivoteremo, una persona onesta non può sparire così”.

Il punto di partenza è appunto quello del passato, il risultato della Lista Civica per Ignazio Marino che portò in dote al sindaco il pregevole risultato del 7%, quattro esponenti in consiglio comunale e molti nei municipi, piazzandosi quasi ovunque come seconda forza dopo il Partito Democratico che – per esplicita richiesta del candidato sindaco – non portò sul simbolo il nome del chirurgo. 

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E quanto varrebbe una proposta del genere? Qualche stima già c’è, le riporta Francesco Maesano sulla Stampa di oggi, e tutto sembra dipendere moltissimo da quelle che saranno le scelte del Partito Democratico.

Per Antonio Noto, di Ipr Marketing, “le potenzialità di Marino sono interamente legate al comportamento del Pd, se riusciranno a ricostruire il rapporto con gli elettori. Il tempo +è davvero poco. Se questa operazione non dovesse riuscire, allora una candidatura indipendente dell’ex sindaco potrebbe portare a casa una percentuale interessante. (…) La pensa così anche il fondatore di Ixè, Roberto Weber: “La trasversalità funziona se si ragiona in un contesto bipolare. Quello che ci troviamo di fronte a Roma non lo è, c’è una grande frammentazione a sinistra. Il M5S resta la lista favorita e sarà molto dura per le forze tradizionali. Per questo credo che una candidatura di Marino potrebbe funzionare, toccando anche un range tra il 5% e l’8%”.

Il futuro del sindaco si intreccia ora con quello del Pd Roma: se riuscirà a recuperare il rapporto con la città e, sopratutto, se riuscirà a ripresentarsi come centrosinistra unito. In un contesto unitario, ricostruendo la coalizione larga con Sel, si ragiona a microfoni spenti, la candidatura di Ignazio sarebbe sostanzialmente irrilevante; se si andrà in ordine sparso la candidatura del sindaco uscente potrebbe finire per dare più di un fastidio al corpaccione dem romano; alcuni citano anche il ruolo delle primarie: con un vento nuovo, con consultazioni che “puntino ad intercettare il voto d’opinione”, l’incognita Marino si potrebbe arginare. Ma d’altronde, si ripete, se il centrosinistra andrà diviso al voto, le probabilità di strappare il Campidoglio al Movimento Cinque Stelle sarebbero comunque minime, e Ignazio Marino un problema molto più collaterale. Al massimo, un buon capro espiatorio.

Foto: AnsaFoto