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Roma, un prefetto e otto vice dopo Ignazio Marino

Roma, un prefetto e otto vice: ecco il piano del governo per una giunta, sostanzialmente, tecnica. Matteo Renzi non vuole semplicemente un commissariamento per la Capitale, vuole un vero e proprio progetto per la città, delle figure che traghettino la capitale verso le elezioni e persone che, eventualmente, siano pronte a candidarsi anche alle successive elezioni. Servitori dello stato, prefetti di esperienza, tecnici di livello per salvare la capitale: nomi più e meno noti, che già si iniziano a fare.

ROMA, UN PREFETTO E OTTO VICE: ECCO IL PIANO DEL GOVERNO –

La decisione spetta al prefetto di Roma Franco Gabrielli, a partire dalla entrata in vigore irrevocabile delle dimissioni del sindaco di Roma Ignazio Marino, che dovrebbe formalizzare oggi, e protocollare, le sue dimissioni; ieri è tornato a confermarle, in piazza del Campidoglio, davanti alla manifestazione dei suoi sostenitori. Intanto, nei palazzi del Governo, si continuano a valutare i piani per il dopo-Marino: il totonomi, come ricorda Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, è ormai partito.

Il presidente del Consiglio ha detto di voler contare su una squadra di esperti, personalità che possano gestire anche le situazioni più delicate — «periferie, trasporti, sport» in vista della candidatura ad organizzare l’Olimpiade del 2024 — formando una sorta di mini giunta dove ognuno abbia la delega alla gestione di un settore. «Dare una mano», ha chiesto pubblicamente il premier. Ed ecco perché il ministro dell’Interno ritiene che la scelta della «guida» debba ricadere su un prefetto di massima professionalità, preferibilmente qualcuno che abbia già avuto un’esperienza analoga.

Molti dei nomi circolati negli ultimi giorni sui giornali sono “improponibili”, scrive la Sarzanini, perché non rientrano nei parametri legali per diventare commissari o perché sono già occupati in incarichi chiave che per il governo sarebbe difficile ricoprire con altri nomi.

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La «rosa» non è ampia, anche perché alcuni nomi circolati nei giorni scorsi sono quelli di prefetti che ricoprono incarichi ritenuti «chiave» — come Bruno Frattasi, capo dell’ufficio legislativo del Viminale; Mario Morcone, responsabile del dipartimento Immigrazione; Luigi Varratta, attuale capo del dipartimento Personale e risorse — e non appare facile spostarli. Nell’elenco del ministro potrebbero entrare Paola Basilone, che guida Torino, molto esperta in questioni amministrative. Molto quotato anche l’ex prefetto di Bologna, da poco in pensione, Angelo Tranfaglia. In corsa pure Riccardo Carpino, che ha gestito la Provincia di Roma, e Domenico Vulpiani nominato commissario ad Ostia dopo lo scioglimento del Comune deciso dopo la fine dell’inchiesta su «Mafia Capitale». Renzi non esclude l’affidamento dell’incarico a un prefetto, ma su un punto è fermo: Roma deve avere un vero governo

Nella nuova “giunta tecnica” dovrebbero continuare a trovare spazio alcuni nomi “incardinati” dal Parlamento al governo comunale nell’ultimo rimpasto, questa volta dotati di poteri commissariali.

In questo quadro prende corpo l’idea di nominare otto subcommissari che si occupino di governare la città mantenendo nella squadra i tre assessori nominati per supportare l’attività di Marino, primo fra tutti Alfonso Sabella («buon assessore scelto da Marino, ottimo anche come commissario ma ci sono altri», mette le mani avanti Renzi) e poi Marco Causi e Stefano Esposito. Renzi vuole nomi di alto profilo e per questo nelle ultime ore è circolata l’ipotesi di coinvolgere l’ex comandante generale dei carabinieri Leonardo Gallitelli, da poco chiamato a guidare la struttura Antidoping

Copertina: Wikimedia Commons