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Chi compra le presidenziali 2016 negli Stati Uniti: 158 famiglie in sole 9 città per la metà dei finanziamenti elettorali

Hanno una certa età, sono quasi tutti maschi, bianchi e nella misura di 138 contro 20 sostengono i candidati repubblicani alle presidenziali 2016. Dati che mostrano come la questione del finanziamento della corsa alla presidenza incarni anche uno scontro di classe.

monopoli times

L’INCHIESTA DEL NEW YORK TIMES SUI FINANZIATORI DELLE PRESIDENZIALI –

Il New York Times ha illustrato il risultato della sua inchiesta piazzando una piramide virtuale di casette del Monopoli di fronte alla Casa Bianca. In cima alla piramide composta da 120 milioni di casette verdi, ci sono 158 alberghi rossi. Le case rappresentano il totale delle famiglie americane, gli alberghi le famiglie che da sole hanno finanziato più della metà delle somme raccolte dai candidati alle presidenziali 2016 finora. Soldi consegnati in gran parte ai candidati repubblicani da chi ha versato più di 250.000 dollari, un’asimmetria che aumenta se si considerano anche le famiglie che hanno versato più di 100.000 dollari, che come contributo elettorale è una cifra di tutto rispetto.

soldi presidenziali

LOTTA DI CLASSE PER LA PRESIDENZA –

Una differenza di classe che si conferma nel sostegno alle politiche dei candidati repubblicani, invariabilmente pro-business anche a costo di sembrare spietati e insensibili nei confronti dei poveri, proprio come accadde a Mitt Romney in un disgraziato video nel quale disprezzava i poveri di fronte a una platea di ricchi. Due terzi degli americani sono d’accordo ad aumentare le tasse a chi guadagna più di un milione di dollari, 7 su 10 sono a favore della sanità più pubblica, 6 su 10 ritengono che lo stato debba intervenire per ridurre le diseguaglianze economiche. I grandi finanziatori no e finiscono per pesare oltre il 70% nel paniere di chi finanzia le presidenziali, diventando azionisti di maggioranza che poi li premiano con legislazioni favorevoli ai più abbienti o con nomine ad hoc, come nel caso delle ambasciate distribuite tra i top donor.

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QUELLI CHE COMPRANO LA POLITICA –

Un blocco classista e coeso, le 158 famiglie vivono infatti in appena 9 città, concentrati in zone precise e per lo più concentrati in attività quali la finanza, l’energia o i media, con i self made man i nuovi ricchi, che superano di poco le grandi famiglie gonfie di ricchezze ereditate, gli stessi che poi alimentano le operazioni di lobbying più ricche e di maggior successo, un altro fiume di soldi che finisce nelle casse dei partiti, questa volta in maniera più bipartisan, e contribuisce ad avvicinare non solo le presidenza, ma anche il Congresso, dove gli interessi degli americani comuni faticano a farsi largo.