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“Favori ad un imprenditore vicino a Cosa Nostra”: indagato Palenzona, numero 2 di Unicredit

Associazione a delinquere e appropriazione indebita con l’aggravante del favoreggiamento al boss Matteo Messina Denaro. Sono le accuse formulate dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze a carico di Fabrizio Palenzona, 62 anni, vicepresidente di Unicredit. Il numero 2 dell’istituto di credito è sospettato di aver favorito gli interessi del capo di Cosa Nostra attraverso Andrea Bulgarella, 69 anni, imprenditore originario di Trapani attivo a Pisa.

 

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FABRIZIO PALENZONA, INDAGATO PER FAVORI ALLA MAFIA –

Insieme a Palenzona e Bulgarella sarebbero indagate anche altre otto persone, imprenditori e altri due dirigenti di Unicredit. Scrive Francesco Viviano su Repubblica:

I militari hanno raccolto documentazione relative ai finanziamenti facili, stando alla ricostruzione dell’accusa, che l’imprenditore in odore di mafia Andrea Bulgarella avrebbe ottenuto illecitamente grazie alle sue conoscenze, vere o millantate, nelle alte sfere della finanza, della politica, dell’antimafia e della massoneria. Il quadro che emerge è inquietante. Nel decreto di perquisizione i pm scrivono: «Nel prosieguo dell’attività investigativa è emerso che il successo economico del Bulgarella è dipeso non soltanto dagli accertati legami con ambienti di Cosa Nostra trapanese, ma anche dai molteplici rapporti che da tempo intrattiene con alti dirigenti di banca, funzionari e amministratori pubblici, oltre che con il mondo della politica, della stampa e con soggetti gravitanti in contesti massonici. Ed è proprio grazie alla compiacenza di alti vertici di banche (Banca Credito Cooperativo di Cascina ed Unicredit) creditrici delle società del gruppo» che Bulgarella «è riuscito ad ottenere indebitamente svariati finanziamenti, agevolazioni e benefici vari, resi possibili in palese violazione della normativa bancaria con operazioni anomale e non trasparenti».

Secondo gli investigatori Bulgarella, in gravi difficoltà economiche, con debiti per 60 milioni di euro, aveva attivato i suoi contatti con le banche amiche, Unicredit compresa:

«Appare evidente — spiegano i magistrati — che la condotta dei vari funzionari di banca, come emerge in maniera netta dall’attività di intercettazione, è stata consapevolmente attuata con lo specifico fine di favorire indebitamente il Bulgarella, di cui conoscevano i suoi legami con Cosa Nostra trapanese, ben sapendo anche che egli, con i profitti illecitamente conseguiti, agevolava, almeno in parte, l’attività dell’associazione mafiosa facente capo a Matteo Messina Denaro».

(Foto di copertina: ANSA / MASSIMO PERCOSSI)