Rolando del torchio
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Rolando Del Torchio, un italiano rapito nelle Filippine

Un italiano identificato come Rolando Del Torchio è stato rapito da uomini armato a Dipolog City, nel sud della Filippine. Si tratta di un ristoratore, ex missionario, che sarebbe stato prelevato nei locali della propria pizzeria. Il rapimento è stato confermato dalla polizia locale, secondo quanto afferma il Mindanao Examiner e dalla Farnesina.

Ribelli del Moro Islamic Liberation Front (MILF)  pattugliano l'isola di Mindanao (Photo credit TED ALJIBE/AFP/Getty Images)
Ribelli del Moro Islamic Liberation Front (MILF) pattugliano l’isola di Mindanao (Photo credit TED

 

LA ZONA DOVE È STATO RAPITO ROLANDO DEL TORCHIO –

Dipolog City è il capoluogo della Provincia di Zamboanga del Norte, nella Regione della Penisola di Zamboanga, propaggine meridionale dell’isola di Mindanao, a maggioranza musulmana. Mindanao è stata teatro di scontri tra i ribelli del Moro Islamic Liberation Front (MILF) e l’esercito filippino per anni e, anche ora che le due parti hanno concluso un accordo di pace, resta percorsa da gruppi d’ispirazione islamista che non vogliono saperne di cedere le armi e che continuano a battersi per l’indipendenza dalle Filippine, alternando incursioni a cavallo del confine tra le Filippine e Malaysia. Il rapimento del nostro connazionale è probabilmente da ascrivere a uno di questi gruppi che trovano rifugio nell’arcipelago di Sulu, che s’estende attraverso il mar di Celebes fino alla Malaysia. La zona è già stata teatro del rapimento di numerosi stranieri, occidentali in particolare, liberati poi dopo il pagamento di riscatti a favore di queste formazioni, particolarmente a loro agio nel dileguarsi tra le numerose isole dell’arcipelago.

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CHI È ROLANDO DEL TORCHIO –

La notizia del sequestro dell’ex missionario Rolando Del Torchio è stata confermata dal capo della polizia di Dapitan, Divin Ceriales, che ha «immediatamente messo in allerta tutte le forze dal momento che Dapitan potrebbe essere usata come via di fuga dai rapitori». Il 56enne, secondo quanto riferisce InterAksyon.com, è stato sequestrato da 6-7 uomini. Alcuni di loro avevano ordinato e mangiato una pizza facendo finta di essere avventori. L’uomo è stato quindi forzato a salire su un minivan che era in attesa fuori dalla pizzeria, UrChoice, situata dentro l’Andres Bonifacio College nel villaggio di Miputak, a Dipolog. I rapitori, ha riferito il capitano Roy Trinidad, portavoce militare, «sono stati avvistati mentre lo trasferivano su una barca a motore diretta verso la citta’ di Manukan». «Si ritiene – ha aggiunto – che viaggeranno verso Jolo passando per Sindangan, Siocon e Sirawai». Come scrive Rappler.com, Del Torchio, originario della citta’ lombarda di Angera, fu ordinato prete nel 1984 e quattro anni dopo assegnato a Sibuco, citta’ a maggioranza islamica nella provincia meridionale di Zamboanga del Norte. Lì rimase fino al 1996 quando chiese di essere dispensato. Si era quindi trasferito a Dipolog e aveva cominciato a lavorare per una Ong impegnata ad aiutare gli agricoltori.

ROLANDO DEL TORCHIO E L’ATTENTATO 15 ANNI FA –

Rolando «era scampato a un attentato una quindicina di anni fa, quando alcune persone avevano sparato contro di lui mentre si trovava insieme al vescovo locale». Lo ha raccontato all’ANSA il cugino dell’uomo, Andrea Del Torchio, titolare di una gastronomia ad Angera (Varese), paese dove Rolando è nato. «Erano riusciti a salvarsi rifugiandosi sotto i letti – ha proseguito – e Rolando era rimasto traumatizzato. Si tratta di posti pericolosi, che lui ama nonostante la situazione difficile».

ROLANDO DEL TORCHIO “UNA PERSONA SEMPLICE” –

In passato, racconta il cugino, «è stato ucciso un suo compagno di missione». Secondo quanto riferito l’uomo era stato tra i fondatori della onlus ‘Hope’, che si occupa di progetti di sviluppo sostenibile. «Rolando è sempre stato impegnato nel volontariato – ha raccontato il cugino – in passato ha organizzato attività di promozione sociale nelle Filippine attraverso una fabbrica di acciughe in scatola e lavori agricoli, mentre attualmente prestava la sua opera nelle carceri, in parallelo alla sua attività di ristoratore». «Mio cugino ama la semplicità – ha proseguito Andrea Del Torchio – mentre le strutture europee gli stavano un po’ strette». «Non abbiamo notizie dirette sul suo rapimento, speriamo solo che venga liberato presto e che non gli succeda nulla di male». Arriva la solidarietà dal sindaco di Angera, Alessandro Paladini Molgora, che si stringe alla famiglia dell’ex missionario.