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Riforme Senato: approvato l’articolo 21 – DIRETTA

Riforme Senato

ore 19.15 – Il capogruppo di Forza Italia al Senato Paolo Romani ha annunciato di aver inviato una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per garbo istituzionale non sono stati rivelati i termini della missiva ma sembra si tratti di una relazione sull’andamento dei lavori sulle riforme costituzionali.

ore 19.09 –L’articolo 21 è stato approvato dal Senato con 161 voti favorevoli, tre astenuti e cinque contrari. Il Movimento 5 Stelle non ha votato mentre la Lega Nord è uscita dall’aula. Il testo non ha subìto modifiche rispetto a quello licenziato dalla Camera. Il testo introduce nuovi quorum dal terzo e dal settimo scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica.

ore 18,09 – L’intesa sull’art.21 è stata chiusa molte tensioni. Sull’art. 39, le norme transitorie, il governo ha preso atto delle richieste della minoranza dem e si è impegnato a presentare un emendamento sul nodo della legge elettorale. Emendamento ancora da definire anche se ora la strada per il ddl dovrebbe esser più semplice. C’è chi scommette che i voti sugli articoli potrebbero chiudersi già venerdì, lasciando il voto finale per martedì 13 ottobre.

ore 18,04 – “Il voto finale sulle riforme è sempre martedì 13 ottobre”. Lo ribadisce il vice presidente del Pd, Giorgio Tonini rispondendo ai cronisti in Senato mentre proseguono in aula le votazioni sugli emendamenti al ddl Boschi.

ore 17,39 – Dopo la discussione sull’articolo 21, riferiscono fonti parlamentari, la Lega lascerà l’Aula. Sono in corso, viene spiegato, contatti con gli altri capigruppo dell’opposizione per cercare una linea più condivisa possibile, dopo le divisioni che si sono create in conseguenza al voto di Forza Italia sull’emendamento all’articolo 17 del ddl riforme.

ore 17,28 – Il Movimento 5 Stelle chiederà un incontro al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la gravissima situazione istituzionale che per il Movimento governo e maggioranza hanno determinato. Lo fa con una lettera a firma Gianluca Castaldi e Giorgio Soral. «Alla luce della gravissima situazione istituzionale determinata dal governo e dai gruppi parlamentari di maggioranza – si legge nella lettera – le chiediamo, con urgenza, un incontro leale e sincero, già proposto per le vie brevi sulla salvaguardia della dignità delle istituzioni della Repubblica in considerazione del suo ruolo di custode e di ultimo garante della Carta Costituzionale vigente».

ore 16,55 – Tutti contro Forza Italia. Il voto contrario di 30 senatori azzurri, tra cui il capogruppo, all’emendamento all’articolo 17 presentato dalla minoranza Pd, scatena le polemiche nelle opposizioni, che puntano il dito contro il gruppo guidato da Paolo Romani. Mentre ieri era prevista per oggi una nuova riunione comune dei capigruppo delle minoranze, l’incontro – dopo il voto sull’emendamento all’articolo 17 – salta e le opposizioni si riuniscono separatamente. Romani non accetta critiche: “Mi interessa di piu’ la carta costituzionale del tatticismo parlamentare”.

ore 16,50 – «Mantenere il testo della Camera consente di evitare quello che per noi è il pericolo maggiore: che il vincitore del premio dell’Italicum possa scegliere da solo o quasi il presidente». Lo sottolinea in aula il senatore Miguel Gotor annunciando il ritiro degli emendamenti della minoranza Pd all’art.21 del ddl. «Riteniamo che il testo uscito dalla Camera vada bene».

ore 16,45 – Il senatore 5 stelle Vito Crimi ha annunciato in aula che fa propri gli emendamenti a firma dei senatori della minoranza Pd Miguel Gotor e Vannino Chiti all’articolo 21, a differenza di quanto richiesto dallo stesso Gotor.

ore 16,19 – Dopo l’accordo raggiunto nel Pd, Palazzo Madama ha bocciato con 167 voti contrari l’emendamento “canguro” a firma del dem Cociancich all’articolo 21 delle Riforme. Un emendamento che riscrivendo l’intero articolo sull’elezione del Capo dello Stato faceva decadere tutti gli altri emendamenti. I voti favorevoli sono stati 96, gli astenuti uno.

ore 16,19 -Il governo dà parere negativo su tutti gli emendamenti presentati all’articolo 21, relativo alla platea che elegge il Capo dello Stato. Lo ha detto in Aula il ministro Maria Elena Boschi. Quindi, con la minoranza Pd che ha ritirato tutti i suoi emendamenti e il ministro che ha dato parere negativo alle modifiche.

ore 16,10 – Ok del gruppo di Forza Italia al Senato alla lettera-appello da inviare al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Lo ha confermato Paolo Romani al termine della riunione dei senatori azzurri. “Lo diremo agli altri gruppi – ha spiegato – se siamo ancora in tempo la mandiamo insieme, altrimenti la manderemo noi”. Nelle prossime ore, viene riferito, i capigruppo dovrebbero incontrarsi per decidere se fare fronte comune. Nel mentre è ripresa la seduta in Senato.

ore 15,00 – C’è chi dentro il gruppo di Forza Italia spinge verso l’Aventino, ma i vertici non sono d’accordo.

ore 13,17 – Approvato l’art 17 con 153 favorevoli 107 contrari 9 astenuti

ore 13,04 – L’Aula del Senato ha respinto con 100 sì, 165 no e 8 astenuti gli emendamenti identici presentati da Sel-Misto e dalla senatrice Nerina Dirindin (minoranza Dem) all’articolo 17. La modifica imponeva lo stato di guerra deliberato dalla Camera a maggioranza assoluta “dei componenti”. Il Governo aveva dato parere contrario. Il presidente di Forza Italia, Paolo Romani, ha dichiarato il voto contrario (con il dissenso del senatore Domenico Scilipoti Isgrò). Le Autonomie hanno invece dato voto favorevole. Calderoli (Lega) e il Movimento 5 stelle hanno sottoscritto gli emendamenti. La presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, Anna Finocchiaro (Pd), ha però fatto notare che il termine di “maggioranza assoluta” corrisponde al voto della metà più uno dei componenti e quindi la proposta non avrebbe avuto la portata modificativa. In caso contrario sarebbe saltata la cosidetta “doppia conforme”. Calderoli ha contestato questa interpretazione ma Erica D’Adda (minoranza Dem) che aveva apposto la propria firma e l’ha poi ritirata dopo le spiegazioni di Finocchiaro. Un sì alla votazione è arrivato da Corradino Mineo (minoranza Dem).

ore 12.30 – Il senatore Vincenzo D’Anna, portavoce del gruppo ALA, entrerà in sciopero della fame da lunedì, dopo la sospensione ricevuta per gesti sessisti in Aula al Senato. E aggiunge che manterrà lo stop fino a quando non avrà “soddisfazione e non sarà resa giustizia”.

ore 11,48 – Il Senato ha approvato l’articolo 16 del ddl sulle riforme costituzionali. I sì al voto finale sono stati 166, i no 107, gli astenuti 5.

ore 11,24 – Ok del Senato all’articolo 14 delle Riforme che riguarda la promulgazione delle leggi da parte del Capo dello Stato. I sì sono stati 169, i voti contrari 111, 5 gli astenuti.

ore 11,18 – Passa anche l’art.13. Votanti 285. Favorevoli 170, contrari 111. Con il ritiro degli emendamenti i lavori d’aula procedono spediti.

ore 11,08 – Alla presidenza del Senato sono arrivate ulteriori richieste di votazioni segrete sulle riforme costituzionali all’esame in queste ore. Lo ha annunciato lo stesso presidente Pietro Grasso.

ore 10,57 – «Ieri abbiamo evidenziato il rischio di abbandonare i lavori dell’aula, continuiamo però a coltivare la speranza. Non costringeteci a farlo, perché sarebbe uno spettacolo desolante per il paese. Noi Conservatori e Riformisti ritiriamo i pochi emendamenti che abbiamo presentato all’articolo tredici. Speriamo che questo appello non ricada nel vuoto». A parlare è il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri intervenendo in Aula.

ore 10,57 – Calderoli della Lega Nord ritira gli emendamenti agli articoli 13, 14, 16 e 17. Il Movimento 5 Stelle ritira gli emendamenti escluso l’articolo 20.

ore 10,40 – La maggioranza a quota 168 voti ha approvato l’articolo 12 del ddl Riforme. Sono stati 103 i voti contrari e 4 gli astenuti. Viene modificato così l’articolo 72 della Costituzione che riguarda la presentazione e l’iter parlamentare delle leggi per la loro approvazione.

Non c’è più molta distanza di voti tra maggioranza e opposizione. La resistenza passiva sulla riforma costituzionale in Senato, ottiene voti che assottigliano la forbice in aula. Oggi riprendono le votazioni in Aula dall’articolo 12 sul quale ci saranno due voti segreti

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RIFORME SENATO LE OPPOSIZIONI SCRIVONO A MATTARELLA – Le opposizioni hanno indetto una conferenza per annunciare l’intenzione di scrivere una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La conferenza stampa delle opposizioni in cui si dovrebbe annunciare l’intenzione di scrivere al Capo dello Stato Mattarella sarebbe stata rinviata a dopo le ore 14 su richiesta di Forza Italia e Sel.

RIFORME SENATO MAGGIORANZA AL MINIMO DI 145 VOTI – Il primo voto sull’articolo 12 ha visto la maggioranza a quota 145, uno dei risultati più bassi. Riguardava un emendamento soppressivo all’art.12, bocciato con 145 no, 75 si e un astenuto. Nelle votazioni successive la maggioranza oscilla tra i 145 e i 148.

(in copertina foto ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)