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Stefano Sollima , non solo Suburra

Stefano Sollima

nasce come reporter di guerra, realizzando diversi servizi come cameraman per CNN, NBC e CBS in Libia, Algeria, Romania, Israele, Kuwait ed ex-Jugoslavia. A un anno dalla prima Guerra del Golfo Sollima, più libero dagli impegni con i network stranieri, esordisce con “Grazie” il suo primo cortometraggio in bianco e nero di nove minuti. Segue “Sotto Le Unghie” di appena quattro minuti e poi “Zippo”. I primi lavori per la televisione risalgono al 1998, dietro la macchina da presa di alcuni episodi di “La Squadra” e “Crimini”, ma la consacrazione arriva solo 10 anni dopo quando dirige la serie “Romanzo Criminale”.

STEFANO SOLLIMA: ACAB –

Nel 2012 Sollima esordisce sul grande schermo con Acab, All Cops Are Bastards, un film basato sul romanzo omonimo Carlo Bonini. Negro, Mazinga e Cobra sono tre poliziotti della Celere e il film ne ripercorre le vicende, ma anche le paure e le esaltazioni del duro lavoro negli stadi, in strada e alle manifestazioni. Acab è stato candidato a 6 nomination per i David di Donatello ed è valso il nastro d’argento a Pierfrancesco Favino e Marco Giallini come migliori attori protagonista e non.

STEFANO SOLLIMA: ROMANZO CRIMINALE –

Romanzo Criminale è la prima grande serie diretta per Cattleya e SkyCinema da Stefano Sollima. Racconta le vicende della Banda della Magliana e si basa sull’omonimo romanzo del giudice Giancarlo De Cataldo, nella versione televisiva dopo il film di Michele Placido, che ha collaborato alla serie come consulente. La prima stagione è stata accolta dalla critica con un consenso pressoché unanime. Nel suo blog su La Stampa, Andrea Scanzi l’ha definita come «La migliore serie televisiva mai prodotta in Italia». Per Marco Marino «I ritmi della narrazione risultano frenetici e coinvolgenti, i dialoghi sempre azzeccati e ben recitati, le atmosfere ricreate con il dovuto realismo e senza freni inibitori della censura». Aldo Grasso la considera «uno degli esiti più riusciti della fiction italiana», «l’unica serie italiana di cui possiamo andare fieri»

STEFANO SOLLIMA: GOMORRA –

Tra il 2012 e il 2013 Sollima è ideatore e regista di “Gomorra”, la serie ispirata al libro di Roberto Saviano che non ha bisogno di presentazioni. Un successo colossale non solo in Italia: la prima stagione è stata venduta in più di 143 paesi e a luglio di quest’anno il regista ha terminato gli ultimi episodi di Gomorra 2.

STEFANO SOLLIMA: SUBURRA –

Suburra, seconda e ultima fatica di Stefano Sollima, scatta una fotografia bruciante e attuale della Roma di ieri e di oggi: brutale, viziosa e corrotta. Un mondo in cui i confini del potere politico, religioso e criminale si intrecciano e convivono. Suburra racconta con estrema nitidezza la realtà contemporanea e le radice ben profonde che proliferano nel malaffare.

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GretaScarano Suburra

«Per come l’abbiamo raccontato noi», spiega lo stesso Sollima:

Suburra è principalmente un luogo dell’anima dei personaggi, ma in realtà nell’antichità era un quartiere ai piedi del Palatino, un ghetto dove c’erano bordelli, taverne, e che quindi inevitabilmente diventava un punto di incontro tra mondi completamente distanti e incompatibili fra di loro, perché i nobili senatori scendevano dalla parte alta della città e si incontravano alla Suburra, che quindi era contemporaneamente un luogo di malaffare ma anche di incontro di mondi apparentemente distanti tra loro. La Suburra dell’Antica Roma e quella di oggi sembravano unite da un sottile filo lungo oltre 2000 anni, regolata dagli stessi immutabili meccanismi, con poteri insospettabili che continuano a garantire un equilibrio delicatissimo, tra il potere e la strada, per cercare il modo più rapido ed efficace di fare affari, di fare i soldi.