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Sopravvissuto-The Martian: la fantascienza divertente a ritmo di disco music – RECENSIONE

SOPRAVVISSUTO-THE MARTIAN –

Ridley Scott sa sempre come sorprenderti. D’altronde da uno che ti regala Blade Runner, uno dei grandi capolavori della storia del cinema, e nella stessa vita fa anche L’Albatross, scult da competizione, puoi aspettarti di tutto. Anche che si cimenti nel pesantissimo e affatto riuscito Prometheus, noiosissimo polpettone fantacreazionista, e che poi tiri fuori dal cappello The Martian, opera darwinista come poche altre oltre che agile, divertente, trascinante. E se è vero che il primo era l’ultimo progetto del fratello Tony, morto suicida, e risente della cupezza e della depressione di quest’ultimo – e Ridley ha voluto fare quel film come l’avrebbe fatto il suo sodale di sempre, in tutto e e per tutto -, rimane comunque difficile credere che i  due film abbiano lo stesso regista.

SOPRAVVISSUTO-THE MARTIAN RECENSIONE

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SOPRAVVISSUTO-THE MARTIAN, LA TRAMA –

Tratto dal libro L’uomo di Marte (ed. Newton Compton) di Andy Weir, sorta di supernerd che ha pensato come un astronauta potesse sopravvivere a un incidente su Marte e infine riuscire persino a colonizzarlo – tutto, nel suo libro come nel film, è improbabile ma teoricamente possibile -, Sopravvissuto-The Martian è il ritorno (pre)potente della fantascienza ottimista, conquistatrice, pioniera. Matt Damon – qui ottimo e aiutato dalla scarsa espressività che gli impone il casco in molte scene -, botanico di fama mondiale e astronauta esperto, rimane sfortunatamente a terra durante la partenza anticipata dal pianeta rosso della sua Ares. Il capitano, una Jessica Chastain bellissima persino con la tuta spaziale, prova a salvarlo, ma lo lascia lì. Lui, contro ogni probabilità, si salva, perché il sangue si salda al materiale del suo scafandro, torna al quartier generale e pensa bene di non arrendersi. Noi vediamo crescere il Robinson Crusoe in lui grazie a un diario video che, di fatto, fa diventare gli spettatori il suo Venerdì, compagni immaginari di questa impresa. E il miracolo della vita che trionfa sulla morte, su un pianeta inospitale, della scienza e del sapere che vince su tutto, lo seguiamo passo passo.

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SOPRAVVISSUTO-THE MARTIAN RECENSIONE

SOPRAVVISSUTO-THE MARTIAN, LA RECENSIONE –

La grandezza di Ridley Scott, in questo film, è trovare un tono, già presente nel libro che però scontava una fase descrittiva e scientifica eccessiva, divertente e scanzonato. Damon è un genio, ma anche un simpatico cialtrone, sa far nascere delle piante dove neanche avremmo pensato di mettere i piedi, ma si diverte anche a deliziarci con battutacce cameratesche, odia la disco music che il suo superiore gli ha lasciato come (unica!) eredità e se c’è da cantarle ai suoi superiori o ai suoi colleghi comodamente piantati sul Pianeta Terra, non si fa problemi. E’ sanamente presuntuoso, come ogni americano, ma anche abbastanza incosciente da diventare il nostro Indiana Jones dello spazio. Sa ridere e piangere. Quella di Scott è una favola ingenua ed entusiasta, con sottotesti elementari e immediati, tanto erano contorti e involuti quelli di Prometheus. E si fa aiutare dalla capacità del cineasta di usare la macchina hollywoodiana alla perfezione, dalle facce dell’equipaggio, note e riconoscibili, agli effetti speciali, dagli schemi classici di narrazione – è un film che avremmo potuto vedere anche 50 anni fa – a quella sospensione di credulità che la fantascienza pretende. In un mondo drogato dalla sci-fi distopica, pessimista e oscura, ecco che Scott va in controtendenza, intrattenendoci, divertendoci, facendoci battere il ritmo della disco music (sì, questo è uno spoiler: alla fine lo farà lui e lo farete voi) e riempendoci di speranza per il futuro, contando sull’infantile convinzione che l’uomo possa riuscire a fare di tutto e di più, che sia in cima alla catena alimentare, umana e aliena. E lo fa con un altro grande classico, quello del fallimento di successo. Ricordate Apollo 13 di Ron Howard? Ecco, questo film è il suo figlio un po’ discolo.

(credits foto Simona Gemelli)