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Giubileo 2015, Raffaele Cantone: “Molto più complicato di Expo”

Giubileo 2015, Raffaele Cantone: “Molto più complicato di Expo”. Lo ammette il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione: “Per governare una città con più di 100 centri di costo serve un supereroe, non invidio il sindaco Ignazio Marino”. Parla all’assemblea dell’Associazione dei Costruttori Romani il magistrato che deve sovrintendere, come è stato per i lavori di Expo Milano 2015, tutti i singoli appalti, uno per uno, della gestione dell’Anno Santo della Misericordia. Compito che lui riteneva essere semplice e che invece è più complesso che mai.

GIUBILEO 2015, RAFFAELE CANTONE: “MOLTO PIU’ COMPLICATO DI EXPO”

E’ Cantone stesso ad ammettere di essersi, e sonoramente, sbagliato. Il problema, dice Cantone, sta proprio nella complicatezza della gestione degli uffici del Campidoglio.

«I controlli per l’Anno Santo sono molto più complicati di quelli dell’Expo. Lì avevo interlocutori precisi». In poche parole, la lentezza dei cantieri per il Giubileo, che non partono, dipende dal Campidoglio. E il presidente dell’Anticorruzione – dal palco dell’assemblea dell’Acer – lo dice in maniera molto elegante: «La nostra collaborazione con l’amministrazione è perfetta. Con l’assessore Sabella c’è un contatto quotidiano e continuo. Notiamo però che, soprattutto per quanto riguarda gli uffici, c’è qualcosa che non quadra, non abbiamo ancora capito chi sono i nostri interlocutori».

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C’è una dinamica strana, dicono dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, che lavora molto velocemente ed è in grado di rimandare al Campidoglio i bandi per qualsiasi correzione in meno di 24 ore: e, sembra, la necessità di far tornare l’amministrazione del Comune di Roma sui suoi passi emergerebbe praticamente sempre.

La vicenda, a dirla tutta, è differente. Perché le pratiche gestite dal pool di finanzieri che lavorano per Cantone hanno tempi rapidissimi: 24 ore. Una volta vistate le gare le mandano indietro al Comune per eventuali correzioni. Il problema è che l’«eventualità» finora c’è sempre stata. E così il ping pong tra gli uffici è continuo. Dicono dall’Anac: «Per un intervento molto importante abbiamo mandato indietro la pratica due volte, ricevendo in entrambi i casi gli stessi errori». Così non possono partire i bandi. E nemmeno i cantieri. Dunque la corsa contro il tempo è totale. Anche se «l’urgenza non può essere una deroga, che non c’è: il governo le deroghe non le ha date e non possiamo inventarcele», mette le cose in chiaro sempre Cantone. Non a caso in Comune spiegavano anche ieri: aspettiamo «notizie da un momento all’altro». E così la macchina amministrativa di Palazzo Senatorio si trova di fronte a questa realtà: «Se i bandi di gara non vengono fatti secondo le indicazioni, noi lo facciamo vedere: se qualcuno pensa che i nostri controlli siano foglie di fico ha sbagliato».

E pare volersi inserire in una posizione mediana, il presidente dell’Anac: salvare Ignazio Marino quale amministratore e cittadino pulito, ma al contempo far notare che il tempo delle pulizie è passato, e che ora serve una macchina amministrativa in grado di funzionare al meglio.

Nel Comune di Roma ci sono cento centri di costo, noi li abbiamo individuati con la nostra modalità ispettiva. Ma come si fa a governare così? Io non vorrei essere nei panni del sindaco Marino. Non lo invidio, la sua è una mission impossible, ci vorrebbero poteri da super eroi». Una chiosa da leggere anche al contrario. Nessuna novità, d’altronde. La relazione di Cantone sull’amministrazione ai tempi di Mafia Capitale ha accusato la precedente giunta, senza risparmiare nemmeno quella attuale. Almeno fino al dicembre del 2013. Ecco perché l’ultima riflessione del magistrato a proposito del codice degli appalti va letta come un monito nei confronti del Comune: «Vanno bene le regole, ma servono gli uomini: possiamo avere le regole migliori di questo mondo ma se non c’è una pubblica amministrazione che funziona il resto sono tutte chiacchiere».