Olimpiadi Roma 2024
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Olimpiadi 2024, ecco le città avversarie di Roma

Olimpiadi 2024, ecco le città avversarie di Roma: “Sarà una competizione di qualità e non di quantità”, ha detto il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Thomas Bach, ufficializzando le città candidate ai giochi della XXXIII Olimpiade: Roma, Amburgo, Parigi, Los Angeles, Budapest. Nel 2017 a Lima, in Perù, la 130ma sessione del Cio individuerà la città che riceverà 1,7 miliardi di euro per organizzare i giochi olimpici. Ma per aggiudicarsi la partita olimpica, la città deve essere già pronta, perché il Comitato porta avanti delle “ispezioni” discrete ma approfondite prima di arrivare alla votazione.

OLIMPIADI 2024, LE CITTA’ AVVERSARIE DI ROMA

Secondo il Messaggero nella Cronaca di Roma, il Coni prevede che per Roma 2024 potrebbero essere coinvolte 170mila persone, 170mila posti di lavoro se a Lima si decidesse che Roma sarà la sede dei giochi. Le altre città però sono capitali e sedi di grande rilevanza, ed è davvero difficile dare la scelta del Cio per già “ipotecata”.

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Amburgo

La città della Lega Anseatica ha vinto il ballottaggio tedesco per ospitare le olimpiadi, superando Berlino. La forza della sua candidatura viene dal sostegno popolare: “Oltre 70mila persone hanno comprato un biglietto simbolico in uno stadio Olimpico in miniatura, e circa 20mila persone hanno partecipato ad una processione simbolica con la fiamma olimpica”, spiega il sito della città. L’80% degli amburghesi “pratica regolarmente uno sport” e l’area metropolitana di Amburgo, uno dei maggiori porti al mondo, è più ricca di quella di Berlino. La città però non ha una grande tradizione di eventi sportivi organizzati, il che potrebbe sfavorirla.

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Parigi

La grande avversaria di Roma è Parigi, la città gemellata con la capitale italiana. Il primo “asset” della Ville Lumiere è il calendario: il 2024 è il centenario dei giochi del 1924, ospitati proprio da Parigi. Parliamo dell’area metropolitana più grande d’Europa, una città funzionante ricca di impianti sportivi perfettamente efficienti. La città se ne vanta: “La Francia accoglierà i campionati europei di Basket nel 2015, 7 competizioni internazionali per gli europei di calcio nel 2016, i campionati del mondo di pallamano, di hockey su ghiaccio e di lotta nel 2017 e ancora la Ryder Cup nel 2018”. Ma nel 2017 si vota per le elezioni presidenziali e Parigi è in corsa anche per l’esposizione universiale, l’Expo, del 2025: molte forze economiche e sociali, e probabilmente il candidato della destra Nicolas Sarkzozy che è già in corsa, preferirebbero l’Expo alle Olimpiadi.

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Los Angeles

La città della California meridionale è subentrata a Boston che si è chiamata fuori dopo che il sindaco aveva espresso più di una perplessità. Ha ospitato due edizioni delle olimpiadi e per questo ha gli impianti già pronti, ma arriva in ritardo sulla preparazione e sul sostegno popolare. Spinge la candidatura un comitato molto attivo e combattivo che ha già prodotto alcuni video di sostegno, non esattamente acclamati dalla stampa.

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Budapest

Le olimpiadi del 2024 sono le prime dell’Agenda 2020 del Comitato Olimpico Internazionale: in sintesi, il Cio vuole manifestazioni più snelle, più compatte, tendenzialmente low cost, sostenibili dal punto di vista ambientale e più flessibili. Budapest, con impianti già pronti e la possibilità di ospitare gli sport acquatici nelle isole del Danubio, potrebbe essere una scelta in linea con questi presupposti. Contro la città magiara pesano l’inesperienza nell’organizzazione di grandi eventi e le recenti politiche del premier Viktor Orban per la gestione dell’emergenza migranti, che certo non sono un bel biglietto da visita per la città.

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Il Giubileo 2015 è osservato speciale: sarà quella la prova che dimostrerà se Roma è in grado di accogliere un grande evento. Sulla carta, la Città Eterna parte svantaggiata: gli impianti sono da realizzare, i trasporti non funzionano, la città è appena passata per lo scandalo di Mafia Capitale, l’amministrazione è fragile. A favore c’è il brand Roma, l’atmosfera della città eterna, il fascino della città eterna e, scrive il Messaggero, il ricordo dell’edizione 1960 che fu “l’ultima a misura d’uomo”. Ma la capitale d’Italia avrà molto da lottare per ottenere la candidatura.