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Invalidità, la spesa sale. Il governo pronto al giro di vite

Il governo è pronto al giro di vite sulle pensioni di invalidità, che nel 2015 hanno fatto registrare un ulteriore aumento, una crescita della spesa di circa 300 milioni di euro rispetto all’anno precedente. I dati sono quelli dell’osservatorio statistico dell’Inps ed indicano che i trattamenti per gli invalidi, oltre ad essere numerosi, sono distribuiti in maniera diversa nelle diverse aree geografiche e diversamente anche tra città e zone di provincia. Ma non solo. È anche emerso, ancora una volta, un tasso di crescita diverso tra una regione e un’altra rispetto ai 12 mesi precedenti.

 

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PENSIONI D’INVALIDITÀ, CRESCONO DI PIÚ AL SUD –

Nel dettaglio, le pensioni di invalidità (oggi circa 2,9 milioni contro gli 1,8 milioni del 2002) sono aumentate mediamente in tutto il paese dell’1,6% tra 2014 e 2015, con una crescita dello 0,9% al Nord, di circa mezzo punto al Centro e superiore ai 2 punti nel Mezzogiorno. Ne parla Luca Cifoni sul Messaggero:

Sono dinamiche che certo si possono in parte spiegare con le tendenze demografiche (l’invecchiamento della popolazione) ma che per altro verso stridono un po’ con i periodici annunci di riduzione della spesa e di contrasto all’uso improprio di questo strumento di welfare.

E ancora:

Se la media nazionale è di 4,76 trattamenti ogni 100 residenti, e i centri con più di 100 mila abitanti si allineano a questo valore, in quelli con meno di 1000 si arriva a 6,2. Anche tra le grandi città esistono forti differenze: a Napoli il rapporto tra prestazioni e residenti è di 7,2 ogni 100, a Roma di 4,71 e di 3,6 a Milano. Ma ci sono Comuni che presentano una densità di invalidi molto più significativa, a due cifre e addirittura oltre il livello di 20 ogni 100.

Un record spetta alla provincia di Oristano, con ben 54 comuni in cui il rapporto tra pensioni di invalidità e residenti supera i 10 ogni 100.

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit: Epa / Nicolas Bouvy)