Morire a 31 anni di anoressia

Dopo 16 anni di lotta Kate Chilver, 30 kili di peso E’ morta dopo 16 anni di lotta contro l’anoressia...

Dopo 16 anni di lotta Kate Chilver, 30 kili di peso

E’ morta dopo 16 anni di lotta contro l’anoressia una donna ritenuta tra i peggiori casi clinici mai riscontrati dalla medicina britannica. A parlarne è il Daily Mail.

LA PIU’ GRAVE – Kate Chilver, 31 anni e 30 kili di peso, era così magra che parte dello stomaco e dell’intestino si erano necrotizzati a causa del poco afflusso sanguigno. La donna cominciò a sviluppare i sintomi dell’anoressia a 12 anni e ha passato i restanti 19 da uno specialista all’altro fino alla morte. Secondo i dottori la Chilver era ormai sotto peso da quasi 20 anni. Il dottor Frances Connan, uno psicologo che l’ha avuta in cura, ha detto: “Conosco Kate dal 2004. Ha cominciato a soffrire di anoressia a 12 anni, ma lo ammise solo a 15. Il suo indice di massa corporea arrivò a nove. Già è molto raro trovare qualcuno che scende fino a 10″. I dottori tentarono di nutrirla attraverso un tubo, ma con scarsi risultati.

16 ANNI DI CALVARIO – Ogni volta che si allontanava dalle cure, tornava al punto di partenza, fino a essere ricoverata ogni volta nelle unità di disordine alimentare dei vari ospedali ai quali si è rivolta con il passare degli anni. A stupire il fatto che in 16 anni di trattamenti la donna non abbia mai risposto in maniera soddisfacente alle cure e non ha mai tratto stimolo dalla psicoterapia. L’autopsia ha dimostrato che il suo cuore era grande la metà di quanto non dovesse essere e che lei pesava 29 kili e 700 grammi.

LA BRUTTA MORTE – Negli ultimi giorni di vita la Chilver ha cominciato a sentire dolori fortissimi a livello addominale. Per questo motivo è stata trasferita lo scorso 10 luglio all’ospedale di Chelsea e Westminster. Qui i dottori hanno scoperto la necrotizzazione dei tessuti di stomaco e intestino, morti a causa della scarsa circolazione sanguigna. Le arterie si sono chiuse a causa della pressione interna e dalla mancanza di grasso intra-addominale che facesse da “ammortizzatore”. “Ciò che è accaduto a Kate -ha spiegato il Dottor Wilcox che l’ha avuta in cura negli ultimi giorni- è estremamente raro. I vasi sanguigni in genere sono protetti dal grasso, ma Kate ormai in quella parte del corpo non ne aveva più. La morte è stata inevitabile”.