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Sentenza Amanda, il giallo dell’estradizione

Sentenza Amanda, l’estradizione ci sarà o no? La stampa americana segue con attenzione il caso di Amanda Knox, la giovane americana che per venerdì attende la sentenza di Cassazione per l’omicidio di Meredith Kercher, avvenuto a Perugia il primo novembre 2007 e per il quale è stata condannata in appello a 28 anni e mezzo di carcere.

 

sentenza amanda knox 2

 

SENTENZA, AMANDA E L’ESTRADIZIONE, CNN: TENSIONI ITALIA-USA INEVITABILI – L’interesse è ovviamente concentrato soprattutto sul verdetto dei giudici (che si esprimeranno anche su Raffaele Sollecito, ex fidanzato della Knox, in appello condanato a 25 anni), ma anche sulla possibile estradizione della 27enne di Seattle. La Cnn, in un articolo a firma barbie Nadeau, rileva che molti commentatori negli Stati Uniti hanno motivato che l’Italia non può chiedere agli americani la consegna della Knox in caso di conferma della pesante sanzione penale per la ragazza. L’estradizione della ragazza, spiega online l’emittente statunitense, causerebbe tensioni diplomatiche tra i due paesi, tensioni che sarebbero però ancora maggiori nel caso in cui Knox non ritornasse nel paese del delitto per scontare la pena e se, di conseguenza, il suo ex Sollecito cominciasse da solo a scontare la sua pena.

ESTRADIZIONE, CASI PRECEDENTI: STRAGE DEL CERMIS E SEQUESTRO ABU OMAR – La Cnn riprende il parere del giornalista del Corriere della Sera Alessandro Capponi, che spiega come gli italiani non sarebbero affatto contenti se Sollecito venisse accompagnato in cella e la Knox restasse invece oltreoceano. «Verrà considerata un’ingiustizia. Se chiedete a dieci persone cosa pensano – ha detto Capponi – vi diranno tutti che ritengono un’ingiustizia totale il carcere solo l’italiano e l’africano (Rudy Guede, che ha patteggiato una condanna a 16 anni). Gli italiani diranno che l’americano scappa dopo l’omicidio, e non sarebbe la prima volta». La Cnn ricorda la strage del Cermis del 3 febbraio 1998, quando un aereo americano volando troppo basso tagliò il cavo di una funivia delle Dolomiti causando la morte di 20 persone. Il navigatore dell’aereo rivelò di aver distrutto il video per evitare di arrivare alla verità. I 4 marines membri dell’equipaggio inizialmente indagati furono giudicati in America. Solo due di loro vennero poi condannati. Il pilota fu condannato a sei mesi, ma fu rilasciato dopo quattro mesi e mezzo per buona condotta. C’è poi il caso del rapimento del religioso egiziano Abu Omar, per il quale, ricorda ancora la Cnn, la Cassazione ha confermato la condanna per 23 americani, 22 agenti della Cia e un pilota dell’Air Force. Ma l’estradizione non è mai stata chiesta.

 

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BLOOMBERG: USI PROPENSI AL NO – Bloomberg si spinge in una previsione di quanto potrebbe accadere nei prossimi mesi spiegando che «se Amanda Knox verrà vondannata in via definitiva, i procuratori italiani chiederanno automaticamente la sua estradizione, richiesta che dovrebbe essere approvata a Roma dal Ministero della Giustizia» ma che gli Stati Uniti non accetterebbero. La decisione finale sulla concessione potrebbe dipendere dal segretario di Stato John Kerry, e ci sono molte probabilità che dica di no. «Un funzionario Usa – dice John Follain su Bloomberg – parlando in forma anonima telefonicamente ha detto che gli Stati Uniti difficilmente la rimanderebbero in Italia a causa dell’opposizione politica nel paese. Andrea Castaldo, un professore e avvocato che non sta lavorando al caso, ha affermato che gli avvocati americani della Knox probabilmente invocheranno il divieto costituzionale ad essere processati due volti per lo stesso reato, sostenendo anche che l’imputato è stato processato dopo un’assoluzione».

REUTERS: ESPERTI LEGALI DIVISI – È la stessa questione cui fa riferimento la britannica Reuters in un articolo ripreso anche da Business Insider. Isla Binnie spiega che gli esperti legali sono indecisi sul da farsi in caso di richiesta di ritorno in Italia della Knox dopo una nuova condanna. «Alcuni dicono che il divieto costituzionale degli Stati Uniti ad essere processati due volte per lo stesso reato gioca a favore dell’imputata, e che i tribunali avrebbero da ridire sul processo in contumacia. Altri sostengono che l’esistenza di un trattato sull’estradizione implica che gli Stati Uniti accettano il sistema giudiziario italiano, giocando a favore della domanda di estradizione». Il nodo è tutto qui.

(Foto da archivio LaPresse)