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Delitto di Pordenone, spunta la pista del corteggiatore di Teresa

Resta ancora avvolta nel mistero l’uccisione avvenuta martedì scorso a Pordenone di Trifone Ragone e Teresa Costanza, i due ragazzi di 29 e 30 anni, uccisi con 5 colpi di pistola mentre erano in macchina, dopo essere usciti dalla palestra.

 

trifone ragone(Foto: Facebook / diario di Trifone Ragone)

 

Gli inquirenti sembrano però vagliare con maggiore attenzione due piste, quella più concreta della vendetta legata ad un corteggiatore di Teresa e quella della criminalità organizzata. Scrive Andrea Pasqualetto sul Corriere della Sera:

«Nessuna pista privilegiata, ma una certezza c’è: l’assassino è persona fredda ed esperta» ha detto il procuratore di Pordenone Marco Martani. Sono emersi alcuni elementi investigativi. Pare ci fosse uno spasimante particolarmente fastidioso con Teresa. Una situazione che sarebbe degenerata, provocando la reazione di Trifone. Spunta la figura di un picchiatore, un uomo con precedenti per rissa. «Stiamo verificando» si limita a dire l’investigatore che ha raccolto le testimonianze degli amici più confidenti del soldato, fra cui un tenente della Guardia di finanza e due commilitoni.

 

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L’ipotesi della mano mafiosa è alimentata in parte anche dall’accusa della nonna di Trifone che ha detto il giovane (di orgini pugliesi) si è ribellato «alla Sacra Corona Unita». La dichiarazione è comunque considerata poco fondata e comprensibile solo dal punto di vista emotivo. Continua Pasqualetto sul Corriere:

Nel 1995, secondo il racconto di tre collaboratori di giustizia, uno zio di Teresa, Antonio Costanza, venne ucciso dalla mafia per essere stato erroneamente considerato una spia. Una vittima di «lupara bianca», quindi. Ma il padre di Teresa, che decise di trasferirsi al Nord con i tre figli nel 2006, non ha mai avuto rapporti con la mafia. Né li ha avuti il papà di Trifone, Francesco, che mercoledì è venuto a portare un fiore sul luogo del delitto: «Si adoravano, è tutto così inspiegabile».

(Foto di copertina: Facebook / diario di Teresa Costanza)