Zombie
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Zombie, cosa succede in caso di attacco dei morti viventi

Zombie all’attacco,  cosa succederebbe? Una prestigiosa università americana, Cornell, ha condotto uno studio che simula la piuttosto remota di un attacco degli zombie. I morti viventi avrebbero tempo per conquistare una città, ma gli scenari apocalittici ipotizzati dai film appaiono statisticamente non probabile.

ZOMBIE –

Cornell University è una delle più prestigiose università americane, parte dell’esclusiva Ivy League come Harvard o Princeton. Un gruppo di ricercatori di Cornell ha simulato un attacco degli zombie negli Stati Uniti, basandosi sui modelli statistici relativi alla diffusione delle epidemie. Come spiega uno degli autori dello studio, Alexander Alemi, la ricerca ha preso in considerazione quattro stati, uomini, zombie, uomini infettati e zombie morti, per valutare la loro interazione e la dinamica del contagio. Attraverso il morso di un morto vivente una persona diventa in un certo lasso temporale, e basandosi sui termini di questo contagio descritti da World War Z i ricercatori di Cornell hanno cercato di capire cosa dovrebbero fare gli americani per difendersi dall’attacco zombie.

FILM –

Lo studio di Cornell sugli zombie ha rilevato un risultato certo non sorprendente, ovvero che la descrizione dei film horror non è realistica. Infatti, se per ipotesi scoppiasse un attacco zombie a New York City, difficilmente si realizzerebbe il classico scenario di un’apocalisse che coinvolge altre metropoli distanti anche molto chilometri dalla Grande Mele. Per moltiplicarsi gli zombie devono mordere una quantità ingente di persone, e per diventare morti viventi coloro che sono stati morsi devono aspettare diverso tempo. Per questo motivo chi per esempio abita nello stato di New York potrebbe avere anche fino a 30 giorni di tempo per salvarsi dall’eventuale arrivo degli zombie. Per i ricercatori di Cornell la soluzione migliore per sfuggire agli zombie sarebbe una fuga verso le Montagne Rocciose, visto che nei luoghi dove vivono poche persone la probabilità del contagio si riduce drasticamente.

Photocredit:  Sean Gallup/Getty Images