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L’assassinio di Boris Nemtsov: “Putin mi vuole morto”

All’indignazione globale per l’assassinio di Boris Nemtsov, Putin ha risposto dicendo che l’oppositore non rappresentava una minaccia della quale curarsi per il Cremlino. Secondo molti l’azione avrebbe lo scopo di «destabilizzare» la Russia.

Boris Nemtsov a Washington, mentre denuncia la corruzione attorno alle olimpiadi  (Foto Alex di Wong/Getty Images)
Boris Nemtsov a Washington nrl2014, mentre denuncia la corruzione attorno alle olimpiadi (Foto Alex di Wong/Getty Images)

UCCISO NEL CENTRO DI MOSCA – Lo hanno freddato per strada, è morto colpito da 4 proiettili su un marciapiede del ponte di Moskvoretsky, nel centro di di Mosca, e da allora è stato in fiorire di condoglianze e dichiarazioni da parte di numerosi leader occidentali, con il Cremlino a smentire qualsiasi interesse nella morte del noto oppositore e molti commentatori russi, anche l’ex presidente Gorbaciov, che prima di puntare il dito sul Cremlino hanno pensato a un movente che conduce più verso i nemici di Putin che contro il leader Russo, che non è proprio in crisi di consensi e che non era minacciato in alcun modo da Nemtsov, fortemente critico anche verso l’avventurismo in Ucraina.

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ERA UN GIOVANE RIFORMATORE – Nemtsov era emerso alla luce della notorietà nazionale nel 1997, quando a 37 anni fu chiamato a Mosca da Boris Eltsin, che volle l’allora governatore della regione di Nizhny Novgorod in tandem con Anatoly Chubais a guidare il riassetto dell’economia russa, che dopo l’uscita dal comunismo era piagate dai monopoli e dalle mafie. I due ebbero carta bianca, ma le disgrazie di Eltsin non li aiutarono e non sono passati alla storia per aver curato il cancro che divorava le finanze della federazione.

ADESSO CI PENSA PUTIN – Nentsov era rimasto una voce di rilievo nazionale e fortemente critica contro Putin, ma si dedicava anche agli affari e forse non è escluso che qualche partner o concorrente abbia voluto sanare una divergenza commerciale affittando un killer, perché almeno sul fatto che Nentsov sia stato ucciso da un sicario professionista sembrano tutti d’accordo. Tuttavia l’uomo era uno del leader dell’opposizione russa e storico rappresentante dell’ala liberale (e privatizzatrice) che nel dopo URSS ha avuto più fortune all’estero che in patria e la sua morte getta sicuramente sconcerto e timore tra gli oppositori di Putin, che in Russa sono spinti dalla statistica a temere prima gli incidenti del genere e la prigione, del giudizio degli elettori. Putin ha condannato nettamente il «crudele assassinio» e annunciato che assumerà il «diretto controllo» delle indagini sull’omicidio di Nentsov, affermazione che non può certo dare gran sollievo agli oppositori e a quanti lo accusano di essere coinvolto in qualche maniera nel delitto.