|

Sabrina a Michele Misseri: «Perché non me lo hai detto subito, papà?»

Domani durante l’udienza in Corte d’appello d’assise per il delitto di Sara Scazzi saranno lette intercettazioni di una certa rilevanza. Ne dà notizia in queste ore il Corriere del Mezzogiorno. Si tratta delle chiamate fatte da Sabrina Misseri la notte del 7 ottobre del 2010 quando fu trovato il corpo della piccola Sara, morta strangolata 42 giorni prima. La stessa notte in cui fu arrestato lo zio della vittima (e papà di Sabrina) Michele Misseri.

guarda il video:

SABRINA MISSERI: LE TELEFONATE – Nella prima telefonata, fatta all’una di quella notte, Sabrina sembra incredula. Parla con sua zia Concetta Serrano Spagnolo (mamma di Sarah) e con il legale Valter Biscotti. Chiede se è vero che suo padre ha ucciso Sarah. Poi, due ore e mezza dopo la ragazza riesce a contattare il padre, un uomo che, davanti alla figlia, sembra sicuro di ciò che ha commesso. «Perché non me lo hai detto subito, papa?», chiede lei. Tutte le chiamate, fatte in dialetto avetranese, sono state tradotte dal perito della Corte d’assise, Francesco Abbinante. Sabrina Misseri è stata condannata all’ergastolo con il concorso della madre Cosima Serrano. Entrambe hanno raggiunto il massimo della pena. Il marito e padre Michele Misseri è stato condannato a otto anni per occultamento di cadavere. Domani, nel processo d’appello, le chiamate riportate dal Corriere potrebbero diventare decisive.  E Cosima Serrano ha annunciato che vorrà parlare in aula.

LA MAMMA DI SARAH: “SE PARLA COSIMA INFANGA MEMORIA DI MIA FIGLIA” – Intanto la madre di Sarah ha consegnato una memoria al suo legale Nicodemo Gentile: «In quattro anni (Cosima, ndr) non ha mai parlato, rifiutandosi di rispondere in tutte le occasioni in cui le è stato chiesto. Questo sta ad indicare che, parlando solo ora, ancora una volta si vuole arrampicare sugli specchi, proferendo ulteriori menzogne e infangando cosi nuovamente la memoria di Sara».