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Allarme mafia: ‘ndrangheta dominante al Nord, Cosa Nostra si riorganizza

Contro la criminalità organizzata è opportuno non abbassare la guardia, perché la ‘ndrangheta ha conquistato una posizione di predominio al Nord, a discapito di altre organizzazioni, specializzandosi negli appalti pubblici, e Cosa Nostra sta tentando di ricostituire il suo mandamento centrale, il cuo capo resta ancora Totò Riina. A spiegarlo è la relazione annuale dell’Antimafia presentata al Senato dal procuratore nazionale Franco Roberti. Ne parla Alberto Custodero su Repubblica:

Al Nord, e in particolare a Milano, la ‘ndrangheta ha conquistato una posizione di “predominio, a discapito di altre compagini associative, come quella di origine siciliana”. Cosa nostra mantiene il cervello a Palermo. L’ndrangheta si è specializzata in appalti pubblici, entrando nel privato laddove esiste una partnership pubblico-privato. Gioia Tauro è il porto di approdo della cocaina. Bologna è entrata a far parte dell’elenco delle “terre di mafia”. A Roma proliferano le mafie autoctone, come quella di Carminati. Mentre è in corso una indagine sul “protocollo fantasma”, sull’ipotesi che alcuni magistrati siano da anni spiati per conto di una misteriosa entità. Sono, questi, i punti salienti della Relazione annuale presentata oggi al Senato dal procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, alla presenza del presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi.

 

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Il rapporto dell’Antimafia spiega che la mafia siciliana non sta subendo affatto una balcanizzazione, che Bologna è finita a pieno titolo tra le terre di mafia e che Roma è una città in cui sopravvivono realtà autoctone, come la cupola di Massimo Carminati. Spunta anche un’indagine su magistrati spiati. Riporta ancora Repubblica:

Altro procedimento che merita menzione riguarda quello inerente il cosiddetto “Protocollo fantasma”. Trattasi di un esposto anonimo nel quale oltre a varie vicende, in gran parte di competenza della Dda di Palermo, riguardanti processi anche risalenti nel tempo ed appartenenti alla Storia del contrasto giudiziario a Cosa Nostra, emergono notizie di reato a carico di ignoti, asseritamente appartenenti alle forze dell’ordine, che avrebbero per conto di una non meglio specificata entità, spiato alcuni magistrati, impegnati in delicate attività di indagine.

Infine, un riferimento alla Chiesa e al nuovo approccio di Papa Francesco nei confronti della mafia e dei mafiosi:

Il contrasto alla mafia passa anche dalla cultura e la religione e “la Chiesa avrebbe potuto fare molto di più e in passato si è portata dietro moltissime responsabilità per decenni di silenzi”. Franco Roberti è intervenuto così illustrando oggi il rapporto, ma allo stesso tempo ha lodato la svolta portata da papa Francesco che “ha parlato, a più riprese, apertamente di scomunica per i mafiosi”. “Ricordo che fu Giovanni Paolo II, alla Valle dei templi (video) ad improvvisare il suo storico discorso e la sua denuncia contro i mafiosi perché rimase sconvolto da tante situazioni. Ma dopo quel discorso – ha proseguito Roberti – c’è stato troppo silenzio.

(Foto da archivio LaPresse)