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Le finte spose trattate come schiave

Un’agenzia matrimoniale per clandestini

Le finte spose arrestate oggi dalla Squadra Mobile di Palermo nell’ambito dell’operazione che ha sgominato un’organizzazione che fungeva da ‘agenzia matrimoniale’ per immigrati clandestini marocchini, ‘venivano costrette ad andare in Marocco e a restare recluse anche per tre mesi come schiave’. E’ quanto denuncia il procuratore aggiunto di Palermo Leonardo Agueci nel corso della conferenza stampa per i 14 arresti.

UN COMPENSO – ‘Alle finte spose veniva promesso un compenso di 3 mila euro -ha aggiunto Agueci- ma molte signore sono state truffate e non hanno mai ricevuto la somma promessa’. Il pm Gaetano Paci che con Daniela Varone ha coordinato l’inchiesta, spiega che si ‘rasentava il limite della riduzione in schiavitu’ delle donne che dovevano sposare, seppure fittiziamente, i marocchini per fare ottenere loro il permesso di soggiorno’.

LA PROCURA – La Procura sta indagando su eventuali complicita’ al Comune di Palermo ‘ma fino ad oggi -ha sottolineato l’aggiunto Agueci- non abbiamo avuto alcuna conferma se non sul piano della verosomiglianza’. Fra le finte spose ci sono due gemelle di Pantelleria, Maria Laura e Nadia Brignone, di 32 anni. ‘Si tratta di donne -ha detto Rosaria Maida, dirigente della sezione che si occupa di immigrati alla Squadra Mobile- che vivono in condizioni economiche e socio-culturali disastrate, sono vittime dei ‘reclutatori”. Il reclutatore era, secondo la Procura, Giovanni Bonaccorso, 28 anni. A due delle 4 donne arrestate e’ stato contestato anche il reato di bigamia dal momento che hanno contratto anche tre matrimoni con uomini marocchini. (ADNKRONOS)