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Roma, sicurezza potenziata: in arrivo 500 militari

Cinquecento uomini dell’Esercito in arrivo nella Capitale. La macchina della sicurezza si mette in moto per presidiare strade e obiettivi sensibili: giornali sotto scorta, San Pietro, ghetto ebraico e scuole bilingue. L’ordine è partito dal Dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale per volontà del ministro dell’Interno Angelino Alfano e verrà formalizzato nel prossimo Comitato provinciale per l’ordine pubblico. Già la settimana scorsa il prefetto Giuseppe Pecoraro aveva chiesto rinforzi «per vigilare sui presidi più importanti» data «la carenza organica nelle forze dell’ordine che operano in città». Una disposizione sollecitata anche dal sindaco di Roma Ignazio Marino: «Credo che la promessa fatta dal Ministero dell’Interno di 500 uomini in più di forze dell’ordine sia un impegno che vada onorato perchè è sotto gli occhi di tutti che il pericolo che si è manifestato a gennaio presso la redazione di Charlie Hebdo non è un attacco isolato alla Francia, ma a tutta la nostra civiltà». Il piano messo a punto nella seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina sulla sicurezza prevede polizia in centro e carabinieri in periferia, ospitati negli immobili comunali dismessi.

LA DISORGANIZZAZIONE – «Si chiede sicurezza, controllo del territorio, presenza delle forze dell’ordine e impegno anche contro il terrorismo – spiega a Repubblica Antonio Costa, segretario provinciale della Uil polizia – Ma poi si lavora con due volanti per coprire chilometri di territorio con soli quattro uomini al centro». «Non ce la facciamo più – si sfoga Antonio Forastiero, delegato Uil polizia – siamo sotto organico. Ci sono due volanti e quattro agenti a turno su strada, con macchine non blindate, a lavorare su un territorio che si estende per 120 chilometri», in un’area con 550mila abitanti.

FILE AL COLOSSEO – «Situazione tragica al Colosseo. Si creano file per controlli ridicoli e siamo solo in bassa stagione». «Avevo turisti con prenotazione che hanno rinunciato ad entrare al Colosseo». «Non c’è guardaroba al Colosseo, fanno entrare gli zaini previa apertura e controllo uno alla volta con metal detector portatile. Immagina la fila che si crea». Questi sono solo alcuni dei tanti commenti che inondano il web raccolti da Il Messaggero assieme alla testimonianza di una guida turistica «I primi giorni del divieto era presente un solo agente di sicurezza che con un solo metal detector controllava una persona alla volta, facendo aprire gli zaini. Dopo qualche giorno, gli agenti sono diventati due o tre. Immaginate “il turista tipo” con il suo zainetto, oppure la famiglia con bimbi che necessita di pappe, pannolini. Molti hanno fatto una lunga fila e poi, avendo zaini, hanno dovuto rinunciare».

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