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Muore Giannantonio Brugola, portò l’omonima vite nel mondo

Figlio di Egidio, Giannantonio Brugola, classe 1943, aveva ereditato nel 1964 l’azienda che ha presieduto sino all’ultimo.

brugola
Giannantonio Brugola

LA STORIA DELLA BRUGOLA –  Inizia nel 1926 a storia della fortunata vite, quando la Oeb (Officine Egidio Brugola) viene fondata da Egidio. Giannantonio, il figlio, inizia ad occuparsi dell’azienda a 16 anni, alla morte del padre, portando la fabbrica di Lissone a diventare  unico fornitore dei motori prodotti in Europa dalla Volkswagen alla Ford. Oggi l’azienda fattura 120milioni di euro all’anno ed è sbarcata da poco  oltre Oceano. Il 12 febbraio scorso il figlio e vicepresidente della “OeB”, Egidio, aveva annunciato la realizzazione delle prime due viti negli Stati Uniti. La prima di queste, dedicata appunto a Giannantonio Brugola.

EGIDIO L’INVENTORE – Fu suo padre che per primo commercializzò nel nostro paese la vite a testa cava, fino a brevettare nel 1945 una variante “a testa cava esagonale con gambo a torciglione” che nei decenni successivi ha premesso all’azienda di diventare leader nel settore del fissaggio dei motori delle automobili. Il vantaggio dell’incavo esagonale rispetto ai più tradizionali incavi lineari o a stelle è quello di permettere l’applicazione di una coppia maggiore nello stringere la vite, perché l’accoppiamento tra incavo e chiave è sempre in asse con la vite, che quasi trattiene la chiave e permette così di esercitare molta più forza torcente.

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UN NOME NELLA STORIA – Come pochi altri quindi, Brugola ha dato il nome a un oggetto di uso comune  che presto si è diffuso ovunque in tutto il mondo e che in tutto il mondo conoscono con il nome di vite a Brugola, anche se ben pochi tra quanti utilizzano queste viti, diventate un’icona anche tra i clienti dei mobili IKEA   da assemblare, collegano il nome della vite a quello del suo inventore.