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Roma, multe e Street Control tra perplessità e ricorsi

Non si placa la polemica per l’utilizzo dello “Street Control” in dotazione alla Polizia Roma Capitale. Si tratta di una telecamera, montata sul tetto delle auto dei vigili, in grado di “staccare” sei verbali al minuto. Viene utilizzato per sanzionare le auto parcheggiate in doppia fila, ma le perplessità non sono poche: in primo luogo il dispositivo fotografa tutte le macchine parcheggiate, scremando poi quelle regolari da quelle in divieto. Gli scatti vengono poi archiviati dall’Ufficio Contravvenzioni, con qualche dubbio sul rispetto della privacy. Le contravvenzioni poi, vengono notificate direttamente a casa del trasgressore con fotografia allegata.

I RICORSI – C’è poi la questione dei ricorsi: 51mila romani intendono percorrere la via del ricorso per contestare le multe effettuate con lo street control. Sul verbale, infatti, non è indicato l’utilizzo delle tecnologia elettronica, cavillo che potrebbe comportarne l’annullamento. Non sembrano preoccuparsene i vertici della Municipale, per cui «non c’è alcun bisogno di indicare nei verbali che l’infrazione è stata rilevata con l’ausilio di un mezzo tecnologico». Non tutti però la pensano così. Gabriele Di Bella, storico sindacalista dei vigili si è sfogato con Luca Lippera, del Messaggero: «Siamo alla follia amministrativa – ha detto – come si fa a nascondere al cittadino che esiste una prova di una multa? È un diritto incontestabile. Il Codice della Strada è chiaro: se uso la tecnologia, devo dirlo. Anche perché solo così giudici e prefetti possono valutare se il verbale era legittimo. Mi domando – conclude Di Bella – che razza di amministrazione è quella che archivia foto sul mio conto, in barba alla privacy, e non me lo comunica».

RIMPINGUARE LE CASSE COMUNALI – Bilancio alla mano, nel 2015 si prevedono 250 milioni di entrate da sanzioni amministrative, quasi 100 in più rispetto al 2013. Un obbiettivo per cui l’amministrazione ha investito quasi 35 milioni di euro per il “potenziamento delle attività di controllo e accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale”. Con la delibera 395 si è scelto di investire il 20% dei proventi da multe per il potenziamento dei mezzi della Municipale, street control incluso. “Il valore medio di una multa è fissato a 80 euro”, spiega a Repubblica il presidente della Commissione Bilancio Alfredo Ferrari, “il che significa che tra vigili, ausiliari, varchi Ztl l’amministrazione punta a 2,2 milioni di verbali, il resto lo ottiene dalla riscossione delle iscrizioni a ruolo negli anni precedenti. Che è poi il nostro vero problema: a Roma le contravvenzioni pagate entro 60 giorni sono solo il 55%, le altre vanno a Equitalia”. Un meccanismo che “va assolutamente cambiato perché non ti permette di avere i flussi di cassa in tempo reale: bisogna riportare la riscossione all’interno del Campidoglio”. Un processo che, però, “deve essere aiutato dal governo: se dall’oggi al domani Equitalia ci scaricasse addosso la valanga di verbali che ha in gestione, il Comune andrebbe in tilt”.