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Vanessa Marzullo terrorista? È una bufala, ma Lilin ci casca

Le notizie-bufala non potevano certamente farsi attendere nella storia delle due cooperanti rapite in Siria lo scorso mese di luglio e liberate dietro pagamento di un riscatto solo alcuni giorni fa. Sul web qualcuno si è divertito a lanciare un’immagine di Vanessa Marzullo in tenuta militare con arma da fuoco in spalla accompagnate da un messaggio d’indignazione. «Abbiamo pagato il riscatto all’Isis per prenderci una sua combattente», c’è scritto sulla foto di una delle due cooperanti. Si tratterebbe di un normale caso di stupidità, se non fosse che a cascare nello scherzo di pessimo gusto insieme ad utenti sconosciuti c’è anche il 34enne scrittore russo (naturalizzato italiano) Nicolai Lilin, autore del romanzo di successo Educazione siberiana. «Mi sembra inverosimile – ha scritto Lilin su Facebook condividendo la foto – che il governo italiano sia talmente male informato da pagare 12 milioni per riscattare delle persone che si sono macchiate di crimini di terrorismo. Per favore, aiutatemi a farmi un’idea su questo argomento. Grazie!».

 

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Come hanno fanno notare diversi commentatori al post dello scrittore, in realtà la ragazza che compare nella foto non è Vanessa Marzullo, ma una ragazza che le assomiglia, che non fa assolutamente parte delle truppe dei miliziani jihadisti e che combatte contro l’Isis nel kurdistan siriano. L’immagine circola in rete da almeno 4 settimane. Nella foto originaria la ragazza curda in tuta mimetica compariva al fianco di altre tre combattenti.

 

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Dopo essersi accorto dell’errore, Lilin ha chiarito ancora in bacheca. «Ho analizzato la foto e ho capito – ha detto lo scrittore su Facebook – che si tratta di una foto vera, non ritoccata da photoshop, quindi, dato che non ho contatti con nessuno che ha seguito la situazione delle due ragazze, mi sono permesso di condividere la foto con voi, su questa pagina, chiedendo il vostro parere e il vostro aiuto per scoprire se esistono fonti alternative a quelle che si trovano già in rete, per trovare la verità. Alla fine diversi amici mi hanno mandato dei link interessanti e ho scoperto che la foto è di una combattente curda che è stata strumentalizzata da qualcuno per incolpare Vanessa Marzullo di terrorismo». E ancora: «Ho analizzato la foto e ho capito che si tratta di una foto vera, non ritoccata da photoshop, quindi, dato che non ho contatti con nessuno che ha seguito la situazione delle due ragazze, mi sono permesso di condividere la foto con voi, su questa pagina, chiedendo il vostro parere e il vostro aiuto per scoprire se esistono fonti alternative a quelle che si trovano già in rete, per trovare la verità». Insomma, un peccato di superficialità.

 

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(Fonte immagini: Facebook / Nicolai Lilin)