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Matteo Renzi: «Il patto del Nazareno scricchiola»

Quello che era un sospetto fino a ieri, oggi è una certezza. Il patto del Nazareno, tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi è in pericolo. A dirlo è il premier, incontrando i sindaci, alla riunione dell’Anci.

Lo dice, in effetti, in un inciso, il premier, quasi scherzando. Ma le sue parole sono chiare, nette, senza possibilità di fraintendimento. Parlando alla platea dei sindaci, rivolgendosi al sindaco Dem Enzo Bianco dice…«Fammi fare un’apertura a Forza Italia, che il patto del Nazareno scricchiola, altro che se scricchiola». Un messaggio preciso a Silvio Berlusconi, e ai suoi tentennamenti, che arriva dopo che la Boschi – nel pomeriggio aveva detto che il Pd era pronto ad andare avanti «senza forza Italia».

Comunque, Renzi si era presentato all’Anci rievocando la sua storia di Sindaco, e, contemporaneamente, attaccando un suo «nemico», il commissario alla spending, Cottarelli.

«Cottarelli voleva tagliare la luce ai comuni dopo le 23 e 45, per risparmiare 100 milioni di euro. Io gli feci presente che il danno sociale sarebbe stato maggiore dei risparmi. Lui mi disse: ‘ma ne è convinto?’ Ecco questa è la differenza tra chi ha fatto il sindaco e chi fa la spending». Cosi’ il presidente del consiglio Matteo Renzi ha iniziato inizia il suo discorso all’assemblea dell’Anci.

 

Foto: Sean Gallup/Getty Images
Foto: Sean Gallup/Getty Images

 

RENZI E I SINDACI – Per Renzi con il tempo diventa «sempre più chiaro che il sindaco «non è un amministratore di condominio, ma qualcosa di più. È il primo riferimento politico di donne e uomini che hanno difficoltà». Si tratta della prima assemblea a cui Renzi partecipa come presidente del Consiglio e non come sindaco. E ha ricordato che «per la prima volta» è diventato presidente del consiglio un sindaco «ancora in carica». Cosa che in altri Paesi, come la Francia, ha osservato, è «normale». Per il premier «L’Italia è stata «funestata dall’atteggiamento remissivo, rinunciatario e miope di una generazione di politici e tecnici che hanno indicato come massimo limite ‘non faremo la fine del Paese in crisi’ e si sono limitati a cercare di lenire qualche ferita, ricucire qualche strappo»

RENZI, LE CONTESTAZIONI E L’AST DI TERNI – Matteo Renzi non si è detto preoccupato per le contestazioni che gli sono state rivolte in occasione di alcune visite istituzionali fuori Roma, come quella di oggi alla Alcatel Lucent di Vimercate. «Non mi nascondo, non mi chiudo nel Palazzo, non temo le contestazioni», ha detto il presidente del Consiglio. Da Renzi anche una battutta all’indirizzo di chi lo ha contestato lanciandogli uova: «Mi tirano le uova? Io adoro le crepes». Renzi poi si è soffermato sulla situazione dell’Ast di Terni: «Se siamo arrivati a questo punto a Terni è perché un paio di anni fa una procedura dell’Ue ha bloccato la procedura di vendita. È l’emblema di tante piccole grandi storie che riguardano l’Europa». Il presidente del consiglio ha anche aggiunto che per l’Ast « In queste ore si sta aprendo un positivo spiraglio»

NAPOLITANO – Il premier Matteo Renzi ha espresso «un attestato di grande rispetto e riconoscenza per l’alto magistero di Napolitano, per quello che ha fatto, come lo ha fatto e la serietà di tornare sui suoi passi» e accettare la richiesta di acconsentire a un secondo mandato alla presidenza della Repubblica.

LA LEGGE ELETTORALE E LA BATTAGLIA PER LE RIFORME- Con la nuova legge elettorale «noi immaginiamo che chi vince poi per 5 anni ha la responsabilità di fare le cose». E poi «immaginiamo che ai piccoli partiti non sia consentito di bloccare, con il potere di veto, il voto dei cittadini» ha detto il premier rivolto ai sindaci. «Noi stiamo dicendo che con la legge elettorale si deve garantire il premio di maggioranza sufficiente per portare il proprio programma a termine. Così noi non stiamo facendo solo una riforma ordinamentale ma stiamo ricostruendo le ragioni della fiducia nella cosa pubblica», ha aggiunto Renzi. Inoltre «Lunedì 10 novembre in Consiglio dei ministri procederemo a una grande riforma, quella delle commissioni censuarie» catastali, ha detto il premier.

 

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VERSO L’AUTONOMIA FISCALE DEI COMUNI E LA LOCAL TAX – «Noi diciamo che dovete rispondere di ‘tot’ e voi vi organizzate come credete. Poi ne rispondete davanti ai cittadini. Questo è l’obiettivo dell’autonomia che vogliamo darvi: «Fai come ti pare ma raggiungi l’obiettivo». Parlando della Local Tax, Renzi ha detto che «Questa tassa può essere pronta dal prossimo anno e dal 2016 può arrivare la precompilata anche per questa tassa».

RENZI, L’ITALIA E L’EUROPA – «Io non ho voglia di fare una battaglia contro l’Europa, ma dire agli italiani che l’Europa cambierà se smetteremo di guardarla come altra da noi», ha detto Renzi. Se l’Europa non è fatta di burocrati «ce lo dimostri, liberi dal patto di stabilità risorse: il futuro non sia trattato come spesa corrente da tagliare».

(Photocredit: Facundo Arrizabalaga / WPA Pool / Getty Images & Sean Gallup / Getty Images)