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Garanzia Giovani è un flop? D’Arrigo: Siamo indietro, ma in 20mila hanno trovato lavoro

Si è svolta mercoledì, in un Tempio di Adriano gremito, la prima giornata di “Gioventù Italiana, una garanzia per l’Europa”. L’iniziativa, organizzata dall’Agenzia Nazionale per i Giovani in occasione del Semestre Europeo di Presidenza Italiano, chiama a raccolta più di 200 giovani, associazioni, enti locali e gruppi informali di tutta Italia per dare spazio e voce alle loro idee.

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«Questa iniziativa ci dà la possibilità, da un lato di mettere in evidenza quali sono le occasioni e gli strumenti che l’Europa mette a disposizione delle nuove generrazioni, come Erasmus+ e Garanzia Giovani, utili a supportare le giovani generazioni ad acquisire conoscenze e competenze spendibili nel mercato del lavoro – dichiara Giacomo D’Arrigo, Direttore Generale dell’Ang – dall’altro di presentare i risultati raggiunti dall’Agenzia nel primo anno di vita di Erasmus+, in termini di fondi impegnati, progetti valutati, approvati e giovani coinvolti. Al tempo stesso – prosegue D’Arrigo – è un’occasione unica per dare una vetrina di visibilità ai tanti giovani italiani che rappresentano il futuro del nostro Paese»

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Nella giornata del 5 novembre sono intervenuti il Capo Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale Calogero Mauceri, il sottosegretario con delega agli affari europei Sandro Gozi, la direttrice della direzione Gioventù e Sport della commissione Europea Chiara Gariazzo, il Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano e Bruno Busacca, Responsabile della segreteria Tecnica del Ministro del Lavoro.

Giornalettismo ha scambiato due chiacchiere con Giacomo D’Arrigo, direttore generale dell’Ang.

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Garanzia Giovani è stato considerato un flop da molti osservatori, lei che ne pensa?
«Credo che Garanzia Giovani sia un programma con ampi margini di miglioramento, ci sono risultati che devono essere raggiunti, ma c’è da dire che si tratta di un programma nuovo che ha preso il via in un momento delicato di transizione del Governo. Forte ruolo viene affidato alle regioni ma, ad oggi, c’è chi è più avanti e chi è più indietro. Parlando di dati sono stati già movimentati 200mila ragazzi e di questi circa 20mila hanno trovato occasioni di occupazione»

È un buon risultato?
«Sicuramente no, ma è comunque un buon inizio»

La disoccupazione è al 12.6% e quella giovanile “scende” al 42.9%. Quali mezzi abbiamo a disposizione per arginarla?
«Erasmus Plus ad esempio è un programma già ben rodato. L’Agenzia ha speso il 99.8% delle risorse che avevamo a disposizione e, ad oggi, stiamo lavorando alla nuova programmazione. La Commissione Europea ha evidenziato come chi incroci un programma europeo come Erasmus +, e spero anche Garanzia Giovani trova lavoro più facilmente. Questo perché si tratta di programmi che permettono ai ragazzi di vivere un’esperienza di formazione spendibile sul mercato del lavoro e di farlo in maniera certificata. Uno strumento in più a disposizione delle nuove generazioni».