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Milano, 30enne aggredita a pugni per gioco

Un colpo secco, in un orario tranquillo e in pieno centro: ha il setto nasale frantumato la ragazza, 30 anni, aggredita a Milano, piazzale Loreto. «Camminava dietro ad altre due ragazze. Quelle hanno svoltato a un angolo e la mia amica ha proseguito. Ha notato un’ombra sgusciare dalle macchine parcheggiate e s’è ritrovata al suolo» racconta un amico al Corriere della Sera. Smartphone, portafogli, computer: nulla è stato rubato, a testimoniare la ‘gratuità’ dell’assurdo gesto. Il video delle telecamere della zona potrebbe fare luce sulla vicenda, indagano gli investigatori.

 

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Dalla baby gang di Roma Nord che all’inizio del mese ha seminato il panico fra la Balduina e Monte Mario – i tre arrestati hanno dichiarato di aggredire per noia – al 14enne violentato a Napoli con una pistola ad aria compressa aumentano gli episodi di violenza in giro per l’Italia che coinvolgono giovani e giovanissimi. Il knockout game nello specifico nasce negli Stati Uniti e consiste in un’aggressione in strada senza motivo a passanti qualunque che finiscono a terra con un colpo solo, spesso un pugno. Non è tutto, scrive il Corriere della Sera, come dimostra il caso della ragazza colpita a Milano:

Una delle caratteristiche degli agguati è che ci siano dei testimoni, che i posti siano affollati: la violenza dev’essere «ammirata», documentata, filmata magari da un complice con un telefonino per riversare le immagini su Internet. Scegliere piazzale Loreto, dando per scontato che non sia stata un’aggressione a scopo di rapina oppure la vendetta di un conoscente della ragazza, come peraltro non pare ai carabinieri che hanno raccolto la denuncia, ha «preteso» una scelta precisa; è stato messo in conto il rischio legato alla presenza di telecamere esterne, ad esempio delle banche