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«Identificare i poliziotti durante i cortei? Ecco come funziona»

Dopo gli scontri a piazza Indipendenza fra operai della Thyssenkrupp di Terni e le forze dell’Ordine qualcuno sui social network e nella discussione pubblica è tornato a porre la questione che da anni va e viene, appare e scompare, arriva e ritorna: quella della possibilità di identificare le forze dell’Ordine in servizio di ordine pubblico, attraverso codici identificativi. Una normativa in vigore in altri paesi del mondo, e per la quale in Parlamento dormono, nei cassetti, vari disegni di legge.

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Luigi Manconi

IDENTIFICARE I POLIZIOTTI – L’ultimo di essi è stato presentato dal senatore Pd e attivista per i diritti civili Luigi Manconi, che, contattato al telefono da Giornalettismo, spiega che si tratta di “una riforma fondamentale” sopratutto dopo le scene viste ieri in Piazza Indipendenza, e che si tratta solo di un tassello di un globale ripensamento del modo in cui viene gestito l’ordine pubblico dalle nostre forze di polizia. “L’identificazione delle forze di polizia non è pensata per una situazione come quella di ieri, perché lì la dinamica è abbastanza nitida, la responsabilità di quelle manganellate non è controversa. Il codice identificativo serve ad identificare il singolo poliziotto, il singolo carabiniere in casi in cui la situazione non è chiara, in cui ci sono vicende di particolare violenza, e serve a ricostruire il ruolo di quello specifico poliziotto che la magistratura intende perseguire”.

CAMBIARE LA GESTIONE DELLA PIAZZA – Quella che è andata in scena ieri, dice Manconi, è stata la prova della “rovinosa impreparazione delle forze dell’ordine e dell’inefficienza della catena di comando. Ciò su cui dobbiamo interrogarci è la formazione degli appartenenti alle forze dell’ordine”, che dovrebbero essere formati sulle “tecniche della nonviolenza per la gestione della piazza”, e “sulla capacità di gestione delle situazioni di tensione”. Oggi il viceministro degli Interni Filippo Bubbico ha sostenuto che, con ogni probabilità le cariche della polizia di ieri sarebbero da attribuire a “qualche equivoco. Piazza Indipendenza è molto vicina alla Stazione Termini, probabilmente si sarà generato qualche equivoco rispetto alla volontà che i lavoratori avevano manifestato di voler raggiungere il ministero dello Sviluppo Economico”.

 

Marco Alpozzi - LaPresse
Marco Alpozzi – LaPresse

 

Secondo Manconi queste sono “parole sagge” perché fino a ieri “sembrava che con uno sbaglio si giustificasse un’aggressione, almeno ora si ammette che quanto accaduto ieri è stato un’errore. Vede”, ci dice, “quando c’è la volontà di evitare lo scontro lo scontro viene evitato, se c’è lo scontro è perché uno dei due contendenti o lo vuole o non lo ostacola. Con la piazza si tratta”, dice il senatore.

COME FUNZIONANO I CODICI IDENTIFICATIVI – Riguardo la possibilità di inserire i codici identificativi sulla divisa delle forze dell’ordine, Manconi ci riferisce che “la proposta è stata già presentata ai sindacati di polizia, alcuni di essi non hanno una pregiudiziale di rifiuto, se ne discuterà. Ne parleremo”. L’idea è quella di inserire su ogni divisa degli agenti in funzione di ordine pubblico un codice identificativo, un codice che sia assolutamente “sicuro e criptato” per la tutela degli agenti e ad “esclusiva disponibilità della magistratura e degli enti disciplinari delle forze di polizia. Chiunque dica che questa riforma esporrebbe le forze dell’ordine al pubblico ludibrio non sa di che parla. E’ una riforma che serve ai cittadini”.